I temi "naturale-artificiale" e "organico-minerale", temi spesso presenti nell'architettura dello studio Consalez Rossi, giocano un ruolo importante anche in questo progetto urbano.
"L’area di progetto è un terreno di due ettari che costeggia il Parco
Lambro ed è definita da un lato dalla sede della Rizzoli, con un grande
parcheggio a fianco, e dall’altro da un quartiere di case popolari. Una
zona poco valorizzata, ma sicuramente con forti potenzialità date per
lo più dalla presenza del parco.
Il nuovo quartiere, composto da
residenze e servizi, si colloca in un lotto stretto e lungo che
rappresenta il punto terminale del parco. Il limite di tale area è
segnato da una grande linea: una sorta di diga, che non solo individua
la quota superiore su cui sono costruite le abitazioni (per metterle al
sicuro dalle esondazioni del fiume Lambro), ma diventa anche il segno
espressivo del rapporto tra parco e città. Tale linea infatti può esser
vista come una sorta di gigantesco “Ying e Yang”, di abbraccio, nel
quale il quartiere si allarga nel parco e il parco stesso si protende
verso la città.
L’area di progetto quindi assume il ruolo di zona
filtro “parco-città” e questo suo carattere si riscontra chiaramente
anche nella composizione degli edifici: l’altezza e la densità delle
masse architettoniche infatti diminuiscono man mano che ci si sposta
dalla via Civitavecchia, limite dell’area urbana, verso il parco.
È
così che l’edificio a torre, che si attesta verso la città, imponendosi
come landmark urbano, si contrappone al volume ad un solo piano
completamente inserito nel parco. Quest’ultimo edificio, denominato
“Casa dell’acqua” (trae ispirazione dal concetto dell’hammam), esso è
concepito come una sorta di centro benessere che concentra i servizi
rivolti alla città: vasche idromassaggio, saune, piscine, idroterapia,
bagno turco, un bar e un ristorante.
Per le residenze invece sono
state adottate due tipologie: la casa a torre, per l’edilizia
convenzionata e una tipologia in linea per le case ALER, le residenze
popolari vere e proprie.
L’edificio a torre si presenta come un
blocco disegnato dal carattere quasi scultoreo. La continuità delle
facciate è interrotta da un sistema di finestre, bucature e
vegetazione verticale. È proprio questa sua natura verde e porosa che
rende la torre agli occhi di chi la osserva da Via Civitavecchia e
dalla fermata metropolitana di Crescenzago, una sorta di porta del
parco del quale per altro anticipa le caratteristiche e attesta il suo
avvenuto rinnovamento.
le case ALER, disposte su tre stecche
parallele di cinque piani ciascuna, sono invece costruite come un
sistema modulare di sei tipi di alloggi che si possono combinare. La
sovrapposizione delle diverse tipologie da luogo ad ampie logge a
doppia e tripla altezza: spazi comuni aperti ai condomini che, creando
dei vuoti, trapuntano la facciata e lasciano agli abitanti la
possibilità di modificare o anche ampliare il taglio degli alloggi in
base alle proprie esigenze.
Servizi come portinerie, locali
biciclette e sale riunione, non sono concentrati solo al piede degli
edifici ma si distribuiscono ai vari piani fino alla copertura piana
che è interamente dedicata a usi collettivi. I tetti abitati delle
stecche residenziali ospitano infatti la sala comune per usi
condominiali, ampie terrazze con elementi di seduta e giardini pensili
e un ampio chiostro, pensato per le attività ricreative dei bambini,
che rimane chiuso sui lati grazie a pareti di rete metallica rivestite
di verde rampicante."[testo di Consalez Rossi Associati]
CREDITI
Progetto architettonico: Consalez Rossi architetti associati, Vudafieri Saverino partners, Francesca Peruzzotti, Andrea Starr Stabile
Collaboratori: Alberto Belli, Prisco Ferrara, Chiara Fiore, Elena Gelmetti, Enrico Scaramellini, Daria Trovato, Camilla Vecchi
Progetto strutture: ORPE srl, ing. Orlandini
Impianti meccanici: DIGIERRE3
Impianti elettrici: Radaelli associati
Impresa: Impresa Fantin Costruzioni, Impresa ICG