Nove appartamenti di cento metri quadri da costruire per una cooperativa di nove funzionari statali su un’area irregolare a San Siro sono il programma enunciato per un edificio composto da 3 cilindri di poco più di 12 metri di diametro ciascuno che, disposti intorno al nucleo distributivo centrale, staccandosi dal suolo, emergono dall’esigua geometria del lotto di via Gavirate 27. La forte carica progressiva di questo edificio riecheggia i toni più schiettamente d’avanguardia a cui si rifà la cosiddetta pianta centrale. Qui il «domani» è immediatamente attuabile e coincide con il proprio risiedere, aderendo a una’identità sociale da ceto medio progressivo non priva di contraddizioni da mitigare nella familiarità domestica. Le case dell’avvenire entusiasmano gli sposini, annunciava il «Corriere Lombardo» poco prima della conclusione dei lavori nel 1961. Sono tre appartamenti per piano, isolati ciascuno nel proprio perimetro circolare introverso e panottico. Complessivamente si descrive un condominio ibrido che smonta l’apparato distributivo della casa nella sommatoria dei suoi elementi ben distinti.

 

Ogni volume è costituito da 3 piani con un appartamento per piano e una loggia comune. Gli appartamenti all’ultimo piano sono collegati a un giardino pensile posto in copertura e a un terrazzo comune. Ognuno dei tre volumi così formati è appoggiato su un’unica colonna centrale cava, per il passaggio degli impianti, appoggiata su un basamento di fondazione in CLS precompresso. La tozza colonna termina con un largo capitello a fungo che regge solai in CLS armato a piastra. I volumi sono collegati tra loro da un corpo centrale vetrato distributivo con scale, ascensore e pianerottoli. Al piano terra gli unici ingombri strutturali sono i tre appoggi centrali sormontati dal piano del solaio. La struttura completamente a sbalzo degli orizzontamenti permette la massima flessibilità distributiva degli interni da realizzare in relazione alle diverse esigenze di ogni proprietario con la possibilità di disporre e suddividere gli spazi interni con pareti semplici o attrezzate con librerie o armadi. I pannelli di facciata di legno e di vetro sono a tutta altezza e possono essere disposti sulla facciata secondo le necessità interne. Una composizione variabile anche nel tempo con l’eventuale avvicendarsi degli inquilini.

 

Questa idea della casa flessibile e dell’edificio come infrastruttura dell’abitazione è anche all’origine del capolavoro di via Quadronno 24 in cui i temi del solaio a piastra, pianta libera attrezzata e suddivisa da arredi con la facciata modulare in legno e vetro si identificano assieme a quest’edificio con l’abitazione moderna della società dei consumi. Un’idea che con pochi precedenti viene annunciata in quegli anni ed è ora la linea della costruzione della residenza contemporanea.

 

Giulio Barazzetta

Pianta del piano terra
Pianta del piano tipo



Edifici residenziali

Milano, Selinunte