La Torre Breda, inaugurata dal Presidente della Repubblica Gronchi e primo edificio milanese a superare la Madonnina (116,25 metri), si trova all’incrocio tra viale Tunisia e via Pisani, l’asse monumentale che collega la Stazione Centrale a Piazza della Repubblica. Una Convenzione urbanistica stipulata prima della guerra sulla base delle previsioni del piano Albertini (1934), era stata attuata parzialmente, con la realizzazione di una parte dell’edificabilità attribuita dal piano all’ex sedime ferroviario e la costruzione di un edificio sul lato ovest della piazza. Vincitori di un Concorso d’idee a inviti (1950), al quale avevano presentato due progetti distinti, i tre giovani architetti (Luigi Mattioni e i fratelli Eugenio e Ermenegildo Soncini), vennero prescelti dal gruppo di imprenditori che costituisce la società di scopo Grattacielo di Milano Spa, fra i quali spicca il gruppo dirigente della RDB (Rizzi, Donelli, Breviglieri), società produttrice di cemento e componenti per l’edilizia. L’impresa costruttrice è diretta dall’ingegner Pio Capelli, che ottiene dal Comune la modifica dei parametri urbanistico-edilizi e riesce a svincolare il nuovo edificio dall’impostazione simmetrica dell’impianto urbanistico originario, che prevedeva la realizzazione di un edificio analogo e specchiato a quello realizzato sul lato ovest della Piazza.

 

Il progetto propone la realizzazione di un’edilizia aperta costruendo al contempo una “casa di lusso”, che non avesse i difetti che Mattioni attribuisce alle case per benestanti (mancanza di servizi comuni, promiscuità degli ingressi). L’edificio, che separa gli ingressi con proprie portinerie (gli uffici da viale Tunisia, le residenze da via Pisani, i box da via Casati), si sviluppa complessivamente per 31 piani (compresi i due piani di attico nella torretta ovale di copertura) e si integra intelligentemente con il contesto, proponendo significativi valori di urbanità. La torre è appoggiata su un piedistallo di 8 piani (che si eleva sopra due piani interrati che ospitano le autorimesse e parte degli impianti), impennandosi asimmetricamente per 21+2 piani. Il basamento, che ospita i negozi al piano terreno e gli uffici dal secondo all’ottavo piano, rispetta gli allineamenti del filo strada su via Pisani e su viale Tunisia, inglobando il porticato di via Pisani, costituendone l’inizio. Gli alloggi coprono una superficie rettangolare più piccola (730 mq) rispetto al basamento (1.300 mq). Il progetto prevede due appartamenti per piano, simmetrici attorno al vano degli ascensori, con un grande soggiorno (a nord o a sud) e la zona notte e i bagni (a est o ad ovest), accessibili da un atrio dedicato dello sbarco ascensori, posizionato a cerniera tra la parte padronale e un’ala di servizio con ingresso indipendente. L’orientamento elio-termico est-ovest suggerì ampie aperture nelle facciate lunghe. La facciata si caratterizzava per un’esile incastellatura in cemento armato, mentre la struttura portante, arretrata rispetto al filo facciata, ha consentito la libertà di collocare le vetrate nella griglia modulare dei prospetti sia sul filo esterno della facciata che al suo interno. Il basamento è rivestito con serizzo dubino lucidato. La torre residenziale era invece rivestita da piccole tessere in gres ceramico di color grigio-azzurro. L’edificio presentava impianti e tecnologie assai moderne per l’epoca, che confermano la fama di un edificio dichiaratamente di lusso. La recente ristrutturazione (2009) ha snaturato i caratteri della torre residenziale, con la sostituzione delle piccole tessere in gres (con problemi di distacco), con una pelle esterna in lastre grigio chiaro, che ha appiattito la griglia modulare e reso freddi e meno eleganti i prospetti.

 

Piergiorgio Vitillo




Edifici per residenze ed uffici

Milano, Centrale