Dietro la sua facciata neoclassica che nel tempo ha mantenuto una certa unità stilistica, il Teatro alla Scala costituisce un vero e proprio palinsesto architettonico, più volte nella sua storia rimaneggiato, integrato e ricostruito. Il Teatro alla Scala nasce su iniziativa dei proprietari dei Palchi del Teatro ducale, distrutto con l’incendio del 1776, i quali, in cambio del rinnovo della proprietà dei palchi, commissionano a Giuseppe Piermarini il progetto di una delle due nuove sale per la lirica (l’altra sarà il Teatro Lirico), sull’area della soppressa colleggiata di Santa Maria alla Scala. Il Piermarini, ispirandosi al teatro della Reggia di Caserta del Vanvitelli, ne farà una delle sue più note realizzazioni, anche per i rapidissimi tempi di realizzazione. Inaugurato nel 1778, il teatro si distinguerà ben presto per le qualità acustiche particolarmente curate dal progettista, insieme alle implicazioni di ricezione visiva. La pianta della sala è concepita a ferro di cavallo con cinque ordini di palchi e un loggione. La facciata presenta un piano terreno a listature orizzontali, il piano nobile e l’attico scanditi da lesene e semicolonne, enfatizzati da un timpano triangolare, in cui è inscritto il gruppo scultoreo de “il carro del sole”. Il Portico, inserito posteriormente su richiesta della committenza, costituiva un ingresso coperto per le carrozze.

 

Gli interventi di ristrutturazione iniziarono immediatamente. Nel 1808, Luigi Canonica intervenne aumentandone la profondità del palcoscenico di 16 metri, procedendo poi, nel 1814, a demolire alcuni edifici sull'attuale via Verdi (fra cui il convento della Scala), al fine di consentire la costruzione di nuove sale di scenografia e nuovi servizi per cantanti, ballerini e figuranti. Nel 1830, il Sanquirico aggiungerà i due corpi laterali a terrazza, arricchendo la decorazione interna gia interamente sostituita nel 1807 e disegnando il grande lampadario centrale rinnovato nel 1860. Il ridotto modificato nel 1878 fu ulteriormente rinnovato nel 1936 da Lorenzo Secchi.

 

La Scala venne bombardata nel 1943, subendo gravi danni al soffitto e alle pareti danneggiate dalla caduta del tetto. L'edificio venne subito ricostruito e venne riaperto già nel 1946 con un memorabile concerto di Arturo Toscanini. La rapidità nella ricostruzione del soffitto e del complesso sistema di travi che lo sostengono, impedì di trovare componenti coerenti con gli originari, adottando soluzioni ibride in cemento armato, che peggiorarono l'acustica della sala. Tutte le trasformazioni apportate anche successivamente per adeguare i volumi tecnici della macchina teatrale e aggiornarne i sistemi di sicurezza alterarono l’impianto tipologico originario, salvaguardando solamente la facciata sul fronte stradale. Nel Dicembre 2001 venne avviato un intervento di restauro e ristrutturazione, affidato a Mario Botta, che ha riguardato il restauro conservativo delle parti monumentali della sala, dei foyer, dei palchi e delle gallerie, nonché la ricostruzione dell’area del palcoscenico, delle sale prova, dei camerini, degli uffici e servizi lungo la via Filodrammatici e la realizzazione del volume della torre scenica. Il progetto degli interni dei nuovi uffici e servizi è stato curato da Riccardo Blumer.

 

Paolo Galuzzi

Vista urbana del Teatro alla Scala
Sezione trasversale del Teatro alla Scala
Pianta del Teatro alla Scala



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