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Claudio Camponogara
Elisabetta Dulbecco
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“Fra gli intenti che si posero gli architetti negli anni che seguirono la fine della guerra, i quali coincisero con la ripresa dell’attività edilizia, vi fu quello di riesaminare (con il celato proposito di confutarla) la nota intransigenza del funzionalismo più rigido contro la decorazione in architettura”. Così l’architetto Carlo Perogalli iniziava la propria relazione al Convegno su architettura e arti visive tenutosi a Roma nel marzo del 1958. La relazione continuava mettendo in luce come questo dibattito avesse il proprio centro a Milano, dove era stato fondato il “Movimento per l’Arte Concreta” (MAC), inizialmente nato come gruppo pittorico, al quale in seguito aderirono anche architetti e scultori. Questo breve itinerario ha lo scopo di mostrare da una parte alcune collaborazioni tra architetti e pittori o scultori, dove l’architetto “regala” la facciata all’artista, dall’altra la realizzazione di edifici in cui la struttura stessa costituisce una forma artistica.