Edificio per abitazioni in via Conservatorio
PROGETTISTA Ludovico Magistretti
DESTINAZIONE D'USO Edifici residenziali
INDIRIZZO Via Conservatorio 22 , Milano
1966 - 1966
Deposito ATM di Famagosta
PROGETTISTA Ludovico Magistretti
DESTINAZIONE D'USO Autorimesse, depositi, edifici per lo stoccaggio
INDIRIZZO Via San Paolino 7, Milano , Milano
1989 - 1999
Condominio in Piazza Aquileia
PROGETTISTA Ludovico Magistretti
DESTINAZIONE D'USO Edifici residenziali
INDIRIZZO Piazza Aquileia 8 , Milano
1962 - 1964
Torre al Parco
PROGETTISTA Ludovico Magistretti, con Franco Longoni
DESTINAZIONE D'USO Edifici residenziali
INDIRIZZO via Revere 2 , Milano
1953 - 1956
Facoltà di Biologia
PROGETTISTA Ludovico Magistretti, Francesco Soro
DESTINAZIONE D'USO Edifici per l'istruzione
INDIRIZZO via Celoria 26 , Milano
1978 - 1981
Edificio in via Leopardi
PROGETTISTA Ludovico Magistretti
DESTINAZIONE D'USO Edifici per residenze ed uffici
INDIRIZZO via Leopardi 15 , Milano
1958 - 1961
Quartiere San Felice
PROGETTISTA Ludovico Magistretti, Luigi Caccia Dominioni, Giorgio Pedroni
DESTINAZIONE D'USO Quartiere residenziale
INDIRIZZO via Rivoltana, Strada Provinciale 160 , Segrate
1967 - 1975
Chiesa di Santa Maria Nascente
PROGETTISTA L. Magistretti, M. Tedeschi
DESTINAZIONE D'USO Edifici per il culto
INDIRIZZO piazza Santa Maria Nascente 2 , Milano
1947 - 1955
Edificio per uffici in Corso Europa
PROGETTISTA Ludovico Magistretti
DESTINAZIONE D'USO Edifici per uffici
INDIRIZZO Corso Europa 22 , Milano
1955 - 1957
Edificio Polifunzionale in piazza San Marco
PROGETTISTA Ludovico Magistretti
DESTINAZIONE D'USO Edifici per residenze e commercio
INDIRIZZO piazza San Marco 1 , Milano
1969 - 1971

figure

Fulvio Irace
Federico Ferrari

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Vico Magistretti (1920-2006) è stato uno dei migliori architetti e designer italiani, esponente di un approccio alla progettazione che ha sempre rifuggito le costruzioni teoriche, sapendo operare attraverso quella che si potrebbe definire una «teoria della prassi». Gli architetti della sua generazione hanno saputo distillare il meglio della lezione modernista senza riprodurne gli ideologismi e le sterili rigidità, rappresentando, proprio in virtù di questa eterodossia misurata, il lascito migliore della cultura lombarda. Una posizione difficile ma anche di radicale modernità, che di fronte alla secca alternativa fra neoaccademismo e professionismo alienato costituisce forse l’unica risposta possibile in grado di generare una qualità costante lungo l’arco della propria carriera professionale.