La riconversione delle aree occupate dagli stabilimenti Pirelli nella zona nord di Milano in un nuovo polo tecnologico e di ricerca di altissimo livello costituisce il primo esempio che inaugura la fase epocale delle grandi dismissioni in territorio milanese che prenderà piede a partire dagli anni Novanta.

1983. Le Industrie Pirelli e l’Amministrazione Comunale stipulano un accordo di lottizzazione convenzionata, relativo ai lotti Albania, Campi Sportivi e ad una parte del lotto Corpo Centrale, il quale sfrutta la normativa vigente che consente di destinare il 50% della Slp ad attività terziarie senza attivare la procedura di variante al PRG, tale destinazione viene mantenuta solo per il lotto Corpo Centrale, mentre si prevede terziario direzionale negli immobili del lotto Albania e la cessione del lotto Campi Sportivi per uso pubblico. L’accordo si cala in un contesto di forti vertenze sindacali interne all’azienda.

1985. Comune, Pirelli, Regione e Provincia sottoscrivono un Protocollo d’Intesa che sancisce l’avvio del processo di trasformazione complessiva dell’area Bicocca, destinata a diventare un Centro nazionale tecnologico. Nel settembre dello stesso anno viene presentato il bando di concorso internazionale, a cui sono invitati 18 studi di architettura di fama internazionale.

1986.
Vengono comunicati i vincitori della prima fase del concorso di architettura (Gabetti e Isola, Studio Gregotti, Gino Valle). La giunta comunale inizia l’iter per la procedura di variante del PRG, necessaria per la realizzazione di quanto contenuto nel Protocollo d’Intesa.

1987. Il 20 luglio il Comune adotta la variante “Zona Speciale Z4-Bicocca”. L’Amministrazione concede flessibilità dal punto di vista normativo e procedurale chiedendo ai tre progettisti ammessi alla seconda fase del concorso di prevedere una certa modularità nella costruzione degli edifici e l’adattabilità alle esigenze degli utilizzatori finali.Nel frattempo procede il processo di riconversione delle aree del lotto Albania, che vede il coinvolgimento di nomi a livello internazionale (Ibm, Olivetti e Rank Xerox); Philips apre alcune divisioni in edifici già ultimati, Digital Equipment acquista parte di un edificio in costruzione per la sede del quartier generale italiano. L’area da questo momento (e per molto tempo) viene identificata come Tecnocity data la forte dotazione di funzioni e produzioni ad alto contenuto tecnologico. La Pirelli costituisce un Comitato Scientifico di Consulenza per la definizione dei contenuti del polo tecnologico.
1988. Il consiglio comunale approva la variante di Prg (7 giugno). Iniziano alcuni lavori di restauro e ristrutturazione edilizia di edifici esistenti mentre è in preparazione il Piano di Inquadramento Operativo per i restanti interventi. Il vincitore della seconda fase è lo studio Gregotti Associati.

1989. Approvazione definitiva a febbraio della Variante del Prg da parte della Regione; la destinazione dell’area passa da Zona Industriale B1 a Zona Speciale Z4 e individua tre unità di intervento, tuttavia l’unità interessata dal Progetto Bicocca sarà esclusivamente la n.1, di proprietà della Pirelli. WWF, Legambiente, Italia Nostra, Ecopolis e altri presentano in Comune una lettera in cui richiedono garanzie sul rispetto della quota di verde legata agli interventi sull’area. Sempre nel 1989 il Consiglio Comunale approva il PIO che viene inserito nel primo aggiornamento del terzo PPA.

1990. Il 24 gennaio 1990 viene stipulata la Convenzione Quadro per l’attuazione dell’Unità 1 individuata dalla Variante Z4, la quale definisce le aree di urbanizzazione da cedere gratuitamente, fissa la superficie complessiva delle aree per urbanizzazione secondaria a 180.500 mq e rimanda il coordinamento delle diverse fasi di attuazione al PIO. Viene adottato il piano di Lottizzazione 1L (20 marzo), che prevede la costruzione di otto torri con mix funzionale: servizi alle imprese, ricerca e produzione. Viene anche siglato un accordo di massima tra Università degli studi e Pirelli per la localizzazione alla Bicocca di alcune facoltà scientifiche. Nel corso del 1990 vengono completati gli edifici del lotto Albania.

1992. Dopo un lungo iter il consiglio comunale approva il PdL 1L, accogliendo però alcuni oneri aggiuntivi che recepiscono le critiche rivolte da gruppi ambientalisti. La delibera di approvazione viene però sospesa dal Co.Re.Co. (settembre) che accoglie un esposto presentato da alcuni consiglieri di opposizione relativo al calcolo delle aree a standard. Viene rilasciata la Concessione Edilizia per il comparto 1F, destinato al CNR.

1993. Viene approvato dall’Ateneo un protocollo di intesa con la Pirelli con il quale i due stipulanti si impegnano ad attivarsi per la ricerca di soggetti disponibili all’acquisto e alla successiva concessione all’università di edifici da realizzarsi sulle aree del comparto Pirelli destinate a “mix funzionale” dal PIO per complessivi 50.800 mq di slp. In una situazione di estrema incertezza e conflittualità politica sembra del tutto scemare l’interesse per la creazione di un polo tecnologico: il Governo annuncia la rinuncia alla candidatura di Milano come sede per l’Agenzia Europea per l’ambiente (autunno).

1994. Cambia il profilo di sviluppo del progetto che sarà sempre più orientato ad accogliere funzioni destinate al nuovo polo universitario. Nello stesso anno viene approvato il Piano di Lottizzazione 1T, in attuazione del primo aggiornamento PIO del quarto PPA approvato nel 1992, che riguarda la realizzazione di edifici per l’università e la sede della Siemens.

1995. Si conferma l’importanza del partner Università per Pirelli, anche a seguito dell’acquisto di aree destinate all’Università da parte di alcuni enti previdenziali.

1996. Accordo tra Pirelli e sovrintendente al Teatro alla Scala, Carlo Fontana, per la realizzazione di un auditorium da 2.300 posti, che a partire dal dicembre del 1999, dovrebbe ospitare le attività della Scala per consentirne la ristrutturazione. Il progetto incontra le resistenze dell’Ordine degli Architetti di Milano e di consiglieri di opposizione per la presunta violazione della Legge Merloni e della direttiva UE 92/50. Nasce, sulla base della Finanziaria del ’97, l’Università di Milano Bicocca.

1997.
A dicembre la Giunta comunale approva il progetto esecutivo per la realizzazione del nuovo auditorium, con una capienza maggiore e struttura diverse da quanto inizialmente previsto. Parte del costo (35,5 milioni di euro su un totale di 55,5) sarà coperto da Pirelli come opere di urbanizzazione secondaria e in qualità di sponsor, ed in parte dal Comune di Milano. Si avvia un procedimento presso la Corte Europea di Giustizia per la verifica dell’eventuale violazione delle procedure di assegnazione degli appalti per opere pubbliche. Nel corso dell’anno si insediano i primi residenti. Pirelli Re pianifica nel frattempo lo sviluppo anche delle aree a ridosso dell'area: Benedetto Camerana viene incaricato della progettazione di un nuovo centro di etertainment a nord delle aree bicocca (il futuro Bicocca Village).

1998. Approvata la delibera della giunta relativa al Teatro degli Arcimboldi (16 febbraio). Il Tar approva la richiesta di sospensiva dei lavori.

1999. Il Consiglio di Stato blocca la sospensiva dei lavori che proseguono, resta pendente il procedimento presso la Corte Europea di Giustizia.

2000. In seguito alle esigenze insediative e localizzative dell’Istituto Nazionale Neurologico Besta e dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, già localizzati nell’area , il 10 febbraio 2000 il Comune di Milano promuove un Accordo di Programma per l’area di 80.441 mq compresa nella Variante Z4 delimitata a nord da via Chiese, a ovest dalle vie Piero, Pirelli e Dell’Innovazione ed a est da via Sesto San Giovanni. Apre il cantiere del bicocca Village.

2001.
Dal dicembre 2001 il Teatro alla Scala ha trasferito la sua programmazione presso il Teatro degli Arcimboldi in occasione dell’inizio dei lavori di ristrutturazione presso la sede storica. Il Comune di Milano approva il Piano di lottizzazione 1S1. L’11 maggio 2001 la Regione Lombardia aderisce all’AdP tra Comune, Università e Besta; a luglio si insedia la Conferenza dei Rappresentanti e iniziano i lavori della Segreteria Tecnica. Milano Centrale assume la nuova denominazione di Pirelli & C. Real Estate.

2002. Nel gennaio 2002 il Ministero della Salute aderisce all’Adp e successivamente viene pubblicato l’avvio del procedimento. A settembre la Segreteria Tecnica propone alla Conferenza dei Rappresentanti l’ipotesi di AdP.
Viene consegnato il Teatro degli Arcimboldi.

2003-2005. Approvazione del Piano esecutivo dell’AdP, da attuare mediante concessioni edilizie. L’insediamento delle funzioni universitarie e sanitarie non genera alcun fabbisogno aggiuntivo di aree a standard e permane il compito di realizzazione delle urbanizzazioni primarie e secondarie. L’approvazione dell’AdP comporta modifiche alla variante Z4 (l’Slp per la funzione produttiva passa da 129.400 mq a 67.400 mq; i 62.000 mq di differenza vengono destinati all’Università e al Besta) e al PdL 1T, soprattutto per l’area in cui sorgerà l’università. Nonostante l’AdP preveda, a sud dell’area che verrà occupata dall’Università, la realizzazione di un parco urbano di circa 20.000 mq, l’Università degli Studi Bicocca ha richiesto al Comune di Milano di adibire l’area ad attrezzature sportive per gli studenti. Inaugura il Bicocca Village.

2008. Pirelli Re bandisce un concorso ad inviti per la progettazione di un quartiere residenziale all'estremità nord del nuovo Quartiere Bicocca, a ridosso della piazza pubblica che fronteggia l'edificio delle facoltà umanistiche: il concorso vede il piazzamento al primo posto a pari merito dello studio Pascolo e di Cino Zucchi, a cui è chiesto di sviluppare ulteriormente il progetto per la selezione finale. Vince Pascolo, a cui viene promesso lo sviluppo del masterplan per l'area e di uno dei 4 lotti: gli altri tre, secondo Pirelli, saranno affidati ad architetti di chiara fama.

 


Aree ex Pirelli _ Progetto Bicocca

Milano, Bicocca

Pirelli

Comune di Milano

Gregotti Associati

Convenzione

approvazione 1989
dati generali

663.000,00 m²


631.400,00 m²


0,95 m²/m²

superfici per funzione

132.177,00 m²


20.248,00 m²


130.538,00 m²


270.153,00 m²


72.863,00 m²


aree per spazi e servizi pubblici


136.146,00 m²


58.885,00 m²

dotazioni pubbliche


109.143,00 m²


68.118,00 m²
avanzamento lavori


100%


100%


testo descrittivo della data

fonti

Gregotti Associati

"Milano incompiuta : interpretazioni urbanistiche del mutamento" / a cura di Matteo Bolocan Goldstein, Bertrando Bonfantini. - Milano : F. Angeli, [2007];


05.11.2012


17.04.2013