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Un Atlante delle trasformazioni della città e della sua Provincia

Nel 1973 venne allestita una mostra, e relativo catalogo, intitolata "Per quale Milano", il cui fine dichiarato nell'introduzione del prof. Vercelloni era: "conoscere la storia della città per modificare il suo presente, per poter criticamente modificare il futuro". La presentazione, firmata dall'allora Consiglio dell'Ordine degli Architetti che patrocinava l'inziativa, chiudeva con questo auspicio: "il dialogo con la cittadinanza forse è una via che consentirà a quelle forze della scuola, della tecnica, delle professioni, di riconquistare il ruolo di stimolo e di guida che loro compete, e che negli ultimi decennio è stato sostituito da una posizione marginale rispetto alla vita e alle scelte fondamentali per lo sviluppo di Milano."

Oggi, a distanza di così tanti anni, l'interrogativo è più che mai attuale. Ma con una prospettiva molto diversa: stiamo infatti assistendo, guardando il numero di cantieri succedutisi nella città e nella sua provincia soprattutto dal '95 ad oggi, ad un radicale trasformazione del territorio di Milano e della sua Provincia. Di questa trasformazione e delle scelte che l'hanno governata, sottese alla forma di concertazione scelta dall'amministrazione, ci pare sia mancata una adeguata comunicazione. Ma soprattutto sembra mancare il quadro di insieme, che non è la somma delle parti ma la struttura della città di cui anche a noi, che dovremmo essere tra i principali attori chiamati a lavorare sulla sua identità, ancora oggi sfuggono i contorni. La redazione del sito, nel programma editoriale della sua nuova veste, ha cercato in questi due anni di lavoro di immaginare quali strumenti potessero, se non proprio permetterne la comprensione, perlomeno far conoscere le principali trasformazioni in atto attivando diversi strumenti di indagine, di cui alcuni già attivi da tempo.

Abbiamo concepito questa sezione come una sorta di Atlante delle trasformazioni in corso nella città e la sua provincia, consultabile alle diverse scale. L'obbiettivo è costruire, attraverso la rassegna dei diversi interventi, dal '95 ad oggi, una mappa fisica della città e della sua provincia in cui si delinea lo stato di tali trasformazioni, collocate quindi in un quadro complessivo e territoriale: cercando insomma di mostrare la rete rispetto ai singoli nodi, fornendo alcuni strumenti di comparazione per metterli in relazione tra loro. Conoscere quanto accade per poter analizzare le diverse esperienze e suggerire così nuovi possibili percorsi di lettura dei fenomeni di trasformazione in corso. Insomma, uno strumento di conoscenza, utile anche solo ad accedere ad un livello critico più consapevole.

In un suo scritto Giancarlo De Carlo, descrive il primo Osservatorio della Città, organizzato da Patrick Geddes ad Edimburgo, intorno al 1920. Da una piccola torre posta sull'edificio del Museo, si poteva osservare come la città evolveva, attraverso una sorta di periscopio che proiettava a terra le immagini come un caleidoscopio. L'osservazione simultanea, incrociata alla documentazione storica, permetteva di immaginare come stesse evolvendo la città. Oggi il supporto dinamico -la rete- permette, per chi ne elabora i contenuti, un continuo aggiornamento dei dati, che significa oltre che aggiungere costantemente nuovi progetti, anche rinnovare lo stato di avanzamento delle opere nelle singole aree, fino al loro compimento. Permette invece, per chi utilizza, modalità sempre rinnovabili di ricerca e quindi di confronto incrociato dei contenuti, consentendo la lettura dei fenomeni in corso secondo molteplici punti di vista, ovvero differenziandosi profondamente dalle pubblicazioni tradizionali.

Nostro intendimento è inserire tutte quelle opere che, dal '95, data cardinale delle trasformazioni di area vasta corrispondente alle grandi opere sull'area Pirelli-Bicocca, prima esperienza, per dimensioni e per tema a inaugurare la stagione urbana post-industriale. Pur privilegiando le iniziative di area a grande scala, tuttavia non crediamo che la dimensione sia corrispondente all'importanza in relazione alle trasformazioni che induce sulla sua area. Spesso anzi interventi minimi ma sensibili stravolgono la percezione e la vita della città. Per questo siamo aperti ad ogni segnalazione che chi fruisce di questo strumento voglia fare.

Secondo aspetto della razio sottesa al progetto presentato sono le fonti. Per il ruolo istituzionale che ci compete, la raccolta delle informazioni avverrà privilegiando i contatti diretti con i progettisti, virtuali interlocutori della nostra Istituzione. Presentando però interventi spesso articolati e suddivisi tra diversi progettisti, è naturale coinvolgere gli operatori, per introdurre i programmi strategici convenzionati con l'amministrazione pubblica, sottesi ai vari progetti poi illustrati dai progettisti. Allo stesso modo è necessario coinvolgere le Amministrazioni, che attraverso gli Atti tecnici e di convenzione, ci forniscono i dati relativi le attività sotto l'aspetto quantitativo e fisico.

I temi affrontati, così come la loro mappatura, sono naturalmente oggetto di interesse da parte di diverse istituzioni, delle rappresentanze professionali o del mondo della ricerca, con cui ci siamo confrontati per la messa a punto di questo progetto. Con esse auspichiamo di continuare il dialogo ed il confronto dei dati al fine di costruire uno strumento che possa essere di riferimento oltre che di qualche utilità per tutti.

Francesco de Agostini

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