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Milano che cambia

Proposta di adozione del PGT
18/11/2009

Dopo l’approvazione in Giunta Comunale della “proposta di adozione del Piano di Governo del Territorio” il 4 novembre, si è svolto martedì 17 novembre al Teatro dell’Arte l’ appuntamento di rito con le parti sociali come voluto dalla legge 12/’05.

“Come un fiume carsico, usciamo ora per raccontare come è andata”, così l’assessore Carlo Masseroli nel presentare l’incontro, precisando che a dicembre le proposte che scaturiranno da questi appuntamenti andranno in commissione per essere eventualmente integrate al documento di Piano, per andare infine in Consiglio Comunale  dal 9 dicembre per la sua adozione.
A seguire, ci sarà un anno di tempo per le osservazioni puntuali della cittadinanza, quindi  le controdeduzioni dell’ufficio di piano e l’approvazione per entrare in vigore. Questo l’iter amministrativo.

Il Sindaco Letizia Moratti illustra per sommi capi i tre grandi obiettivi del Piano.
- Verde: dal 73% del territorio comunale edificato, il piano punta al 65% nel 2030 attraverso la rigenerazione del suolo a verde delle grandi occasioni della città, come dirà poi Masseroli, riguardo scali ferroviari, ex caserme, aree industriali dismesse, di cui si ritaglia attorno al 50% di suolo a verde.
- Infrastrutture: creare mobilità pubblica significa riduzione di inquinamento. Siamo debitori a Expo del finanziamento completamente coperto dal cipe per le linee Metro 4 e 5. L’obbiettivo dichiarato è una fermata MM a max 500 metri da ogni abitazione. Oltre che il collegamento all’aeroporto di Linate.
- Servizi
: cambiano le regole di relazione con l’operatore immobiliare, attraverso il principio della perequazione.
I servizi di base non cuberanno: chi ne costruisce, vendendo sul mercato la quota di volumetria di cui non ha fatto uso, realizzerà comunque il suo guadagno. Un decalogo di oltre 80 servizi di base, ‘perché non ci deve essere un altro Arcimboldi, o un’altra Università senza adeguati collegamenti pubblici’.

L’assessore Masseroli passa quindi ad illustrare la strategia sottesa al Piano, un documento su cui le parti sociali sono chiamate a confrontarsi con l’Amministrazione, nell’arco di questo mese, discutendo anche il suo inquadramento; una volta adottato dal Consiglio Comunale, si discuterà infatti solo in merito a dettagli e specificità operative.

Strategia identificata con gli obbiettivi anticipati dal Sindaco: “verde, infrastrutture, servizi”.
Cita il prof. Gigi Mazza, affermando che i piani della pianificazione centrale non sono mai stati realizzati, e per questo parla di una ‘Milano per scelta’, compiuta con questo nuovo approccio.
Ancora: il verde, che dagli 8 mq/ab degli anni ’80 si intende portare nel 2030 a 30mq/ab, senza il bisogno di calcolare per questo il parco sud, perché è un verde in cui oggi non va nessuno.

Le infrastrutture, con 10 metropolitane -alla 5 ci siamo, le successive in cofinanziamento coi privati- e 12 linee ferroviarie urbane di cintura, legate al tavolo delle trattative con FS sugli scali ferroviari dismessi.
I servizi
: non gli standard, come siamo abituati a pensarli, ma ciò che serve nelle diverse parti di città, pur nel rispetto della legge nazionale, con incentivi volumetrici e per questo finanziari.
Le regole
: se nella prassi vigente l’interesse pubblico è inteso come limitazione dell’interesse privato, la proposta di Piano si centra invece sulla fiducia nel privato, attraverso 3 regole fondamentali:
- nessuna destinazione d’uso, in modo da non ingessare alcuna parte della città a destini funzionali definitivi. Che significa equità, ovvero stessa possibilità costruttiva per tutti.
- Semplificazione delle pratiche
, secondo il principio per cui meno impatto ha la proposta progettuale rispetto al suo intorno, meno passaggi di controllo amministrativo verranno fatti compiere dal progetto.
- Sussidiarietà,
per cui il volontariato verrà appoggiato con benefici volumetrici e finanziari.
Inoltre per ottenere gli spazi a verde, che devono essere pubblici, attraverso lo strumento della perequazione si potranno spostare volumetrie in margine alle infrastrutture, secondo un principio di addensamento dei nodi di scambio.
I servizi sono legati ai bisogni riconosciuti attorno agli 88 nuclei di identità locale identificati dal Piano. Non costituiscono slp, possono essere convenzionati con l’Amministrazione, e costituiranno gli ambiti di trasformazione attorno a cui la progettazione diverrà centrale.

Andrea Boschetti, consulente dell’ufficio di Piano,  entra nel merito dell’Approccio.
La dinamica della città contemporanea non si costruisce pianificando o ponendo continue modifiche ai vincoli –leggi varianti.  L’unica certezza, dice, sono i vuoti dello spazio pubblico, su cui si dovrà concentrare la progettazione che restituisce la qualità urbana tangibile dal cittadino.
Tali vuoti sono stati identificati negli ‘Epicentri’, a loro volta messi in rete dai ‘Raggi Verdi’, attigui ai ‘Nuclei di identità locale’.
Il territorio extra urbano condiviso attraverso il verde comune con i comuni di cintura, permette di parlare di città metropolitana, la dove la legge non fornisce strumenti per definirla. In questo contesto, ci dice, la Perequazione diventa ‘lo scalpello della città’ che permette lo spostamento dei vuoti e dei pieni, permettendo di creare un magnifico laboratorio di idee sullo spazio pubblico: il Piano come patto trasversale del buon senso. In cui il vuoto, e questa volta ce lo vuole dire da architetto, è l’elemento virtuoso della città.

Giovanni Oggioni fornisce le istruzioni per scaricare tutto il materiale di piano dalla rete, all’indirizzo: www.comune.milano.it/pgt, oppure è possibile richiedendolo presso l’ufficio di piano in via Cenisio 2.

Siamo alle domande del pubblico: cambieranno le procedure? Tutte, ci dice Masseroli, e saranno più veloci.
Ci sono accordi con le soprintendenze? Ottimali, le mappature immobile per immobile sono state fatte per stabilire quanto sia fattibile, senza compiere errori.

Alla osservazione di una rappresentante dell’opposizione in Consiglio, che osserva quanto nella mole analitica prodotta manchi un idea di città, L’Assessore risponde netto: la gente è libera, e decide ciò che le pare. Quindi ciò che gli conviene. L’amministratore deve allora porre condizioni di convenienza affinchè le persone siano attratte dalla città, per raggiungere gli obbiettivi di densificazione contenuti nel Piano.

Infine Claudio De Albertis, presidente ance assimpredil,  tessendo le lodi del Piano, lamenta il poco tempo a disposizione per formulare con dovizia le osservazioni -3 anni per farlo, 30 giorni per porre le osservazioni- e solleva qualche perplessità su alcuni numeri.

Ma il lavoro è appena iniziato.


Francesco de Agostini

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