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Straniero il Parco Urbano City Life
26/07/2010

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta indirizzata al Sindaco ed alla stampa, inviataci dal Presidente dell'Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAPP), arch. Paolo Villa, per comunicare il disappunto per la nomina di soli professionisti stranieri al Concorso per il "parco nuovo quartiere ex polo fieristico urbano (c.d. City Life)" gestito dall'Ufficio Concorsi del Comune di Milano.

Ricordiamo che la Commissione per la selezione dei 5 candidati era composta da:
- Presidente: Direttore del Settore Arredo, Verde e Qualità Urbana:
Arch. Flora Vallone
- Direttore del Settore Pianificazione Urbanistica Generale:
Arch. Giovanni Oggioni
- Direttore del Settore Progetti Strategici:
Arch. Giancarlo Tancredi
- Direttore del Settore Tecnico Arredo Urbano e Verde:
Ing. Luigi Vigani
- Settore Pianificazione Urbanistica Generale, Servizio Giuridico Amministrativo
Dott. Maurizio Fabbrica
Supplente:
Direttore del Settore Valorizazione Aree Comunali e non Comunali
Arch. Franco Zinna

Per la cronaca i gruppi selezionati sono:
    * Agence TER (Francia)
    * Arch. Rainer Schmidt (Germania)
    * Gustafson Porter (Regno Unito)
    * Latz + Partner Landschaftarchitekten (Germania)
    * PROAP (Portogallo)


Ill.mo Sig. Sindaco
Comune di Milano

Milano, 14 luglio 2010                               Prot.10203

Oggetto: CONCORSO PER IL PARCO URBANO CITY LIFE

Ill.mo Signor Sindaco,

chi Le scrive è il Presidente di AIAPP, l'Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, che da 60 anni raggruppa

in Italia i professionisti impegnati a tutelare, conservare e migliorare la qualità paesaggistica del nostro Paese.
Abbiamo appreso con grande delusione l’elenco dei progettisti indicati dal Comune per partecipare al concorso di progettazione per il parco di City Life: sono solo stranieri e nessun nome italiano compare nella lista dei 5.
Negli altri 3 nomi indicati da City Life sorte quasi analoga. A poco vale la discussione sulla nazionalità della progettista triestina: italiana o slovena poco cambia, la sproporzione rimane preoccupante. A chi pensa che questa scelta sia una dimostrazione di alta internazionalità, bisogna ricordare che un fatto del genere, all’estero non sarebbe accaduto.

Il paesaggismo appare a molti come un quadro sfuocato e troppo poco ancora si conosce sulle potenzialità, sulle realtà e sulle azioni che esso genera. Ma una decisione di questo tipo, invece di risolvere la ‘messa a fuoco’ su questo importante settore, con valenze culturali ed economiche che un tempo erano consolidate e fondamentali per l’Italia (considerato per secoli Giardino d’Europa,con professionalità e maestranze che erano richieste in tutto il mondo), alimenta la perdita culturale e il disorientamento nel nostro Paese, che non riconosce i valori, gli sforzi e i risultati di chi, con tanta pazienza, sta cercando di tenere vivo e alto il dibattito culturale e professionale. Il riconoscimento di un intero settore ne risulta penalizzato, dentro e fuori dall’Italia.

La decisione è infelice ed accompagna una serie di sventure a cui sono soggette le nostre città, ma delle quali non ci si può più domandare l’origine. Le continue crisi e le emergenze legate ai problemi del paesaggio, sono affioramenti di carenze ben più gravi derivate dalla mancanza del riconoscimento di una solida base critica e professionale operata sul territorio. Per risolvere le emergenze di domani dobbiamo cominciare oggi ad avviare procedure pianificatorie e progettuali coraggiose e lungimiranti.

Nel periodo d’oro del design e dell’architettura, l’Italia e Milano dettarono legge al mondo. Ma l’aiuto fra professionisti e committenti fu reciprocamente proficuo. Il grattacielo Pirelli è frutto dell’ingegno italiano, come pure le altre opere importanti che furono costituite in quegli anni. Non si tratta di una difesa corporativa o di negare l’apporto benefico delle diverse culture, ma piuttosto di mantenere in vita la propria Storia e la propria Cultura, consentendo che si possano esprimere.

L’oggetto del bando rappresenta un grande prestigio per la città, ma anche una notevole responsabilità per chi la gestisce. Certe decisioni funzionano da esempio e certi esempi sono estremamente negativi.

Forse ci saranno italiani e milanesi a lavorare per i progetti dei gruppi selezionati. Studi e professionisti saranno forse partner dei capogruppo stranieri. Ma è ancora meno consolante, sapere che una buona parte del lavoro sarà svolto, (sottostimato e sottopagato) da colleghi locali, con tempi già strettissimi e ulteriormente ridotti per consentire lo svolgimento di questa incerta selezione preliminare.
Alle porte di EXPO, quando il mondo ci guarda e si aspetta la nostra voce, siamo noi stessi che le impediamo di levarsi. Il ruolo di Milano nel mondo non sarà riconosciuto se non ci porteremo dietro qualcosa di noi e del nostro Paese.

Ci rivolgiamo a Lei Signor Sindaco perché sono certo che le aspettative che nutriamo per il futuro delle nostre città siano dello stesso segno, ma per attuarsi necessitano di un impegno comune.

Cordiali saluti

Paolo Villa
Presidente AIAPP

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