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Giornale di Cantiere

Strada Architects – con Amedeo Strada alla Coop di Desio
25/02/2013

 

“Quella polvere nera che schiaccia col piede ogno rozzo ignorante
E’ palma di mano vezzosa, è volto dolce d’Amica;
Ogni umil mattone silente su torre d’alto palazzo
Il dito fu d’un visir, d’un sultano la testa superba.”


Ci sono persone che  quando le conosci ti sembra di vederle da bambino. Forse la limpidità o l’entusiasmo o il modo di fare o dire le cose.  Quando ho conosciuto  Amedeo Strada mi è apparso come una di quelle. Questo a dire non tanto il mio sentimento  –che anche chisenefrega- quanto a cercare di comunicare in modo immediato l’energia che si sente provenire dal contatto con alcune persone.
Incontro Amedeo nel suo studio, dove mi racconta una storia professionale legata al senso pratico, quasi avventuroso, svolta in molte parti del mondo. A partire dalla Nigeria, a cavallo degli anni 70/80, poi in Camerun, in Inghilterra e quindi in Italia, insieme a molti amici e collaboratori nel tempo. Una formazione orientata al coordinamento tra diverse competenze e di raccordo con realtà costruttive diverse, legate anche alla prefabbricazione e alla costruzione di infrastrutture,  in cui saper connettere i diversi soggetti coinvolti al momento giusto è il centro del problema.
Una capacità che traspare appunto dalla varietà dei suoi lavori. Mi mostra le tavole del concorso vinto per la qualificazione architettonica del termovalorizzatore di Desio, sviluppato secondo un’idea decisamente innovativa quanto semplice, o delporto turistico di Licata.

Un ruolo determinante anche per il progetto della Coop di Desio, oggetto del nostro Giornale, sviluppato a partire da un PII del 1999, su un’area industriale dismessa di 40.000mq  -l’ex manifattura Tilane-, in cui l’avvicendarsi delle Amministrazioni fa si che solo nel 2004 si riesca a giungere ad un accordo di programma e all’avvio della successiva bonifica, conclusa nel 2007.  
All’interno dell’area viene previsto l’insediamento di un mix di residenza, in parte convenzionata, e 2.500 mq di superficie di vendita di medio grande cabotaggio. 
Insieme dunque siamo andati a visitare il nuovo edificio della Coop da lui progettato e inaugurato nel 2009. 
La residenza, intorno, sempre di sua progettazione, è in parte realizzata e in parte in costruzione, ma al momento il cantiere è chiuso.

L’edificio della Coop di Desio si è recentemente aggiudicato il premio Greenlight 2012 di Francoforte. Si tratta di un programma  europeo avviato nel 2000 dalla Direzione Generale Energia e Trasporti - DG TREN - della Commissione Europea. Il premio promuove, nei confronti di consumatori non residenziali, pubblici e privati, l’utilizzo volontario di tecnologie efficienti dal punto di vista energetico  mirate a ridurre il consumo, in particolare del comparto  illuminotecnico. 
Fine ultimo dell’iniziativa è la riduzione delle emissioni inquinanti e un contenimento del riscaldamento globale, oltre che il miglioramento della qualità delle condizioni di illuminazione con la riduzione dei costi di esercizio.

Il lavoro di Desio ha funzionato da progetto pilota per gli oltre 130 successivi punti vendita Coop poi sviluppati a scala nazionale, in cui sono state applicate un buon numero di  ‘buone pratiche’ improntate al risparmio energetico qui per la prima volta sperimentate. 
Una pratica che oggi consente di risparmiare complessivamente, ci dice il responsabile Coop che ci accompagna durante la visita, oltre 2.500.000 kWh di energia elettrica ogni anno.

Sotto l’aspetto energetico, la definizione innovativa del progetto si esprime a partire dagli impianti primari: utilizzo di anidride carbonica nell'impianto frigo alimentare, valvole elettroniche, chiusura con vetri scorrevoli dei banchi surgelati, recupero del calore per il riscaldamento, allacciamento alla rete di teleriscaldamento cittadino, uso di inverter per i motori elettrici, sistema di controllo ‘intelligente’ della qualità dell'aria, oltre che centralizzato su tutte le utenze.
Per quanto riguarda i sistemi di illuminazione, Amedeo Strada è tra i primi a introdurre nell’esercizio ordinario tecnologie LED in modo diffuso, sia per le insegne, che per l’illuminazione a faretti dell’area vendita, dove un controllo anche qui ‘intelligente’  a reattori elettronici permette di controllare l’intensità luminosa che si bilancia con il generoso apporto di luce naturale determinato dall’introduzione di ampi lucernari di copertura. Ma anche nel parcheggio interrato, dove le innovative  plafoniere sempre a LED consentono un risparmio energetico a parità di esercizio di oltre il 50%.
Un costo di impianto sicuramente superiore ad uno tradizionale, ma il cui beneficio di esercizio porta in attivo l’investimento nel giro di pochissimi anni.
Non ultimo, l’installazione di un massiccio impianto fotovoltaico in grado di produrre 50.000 kWh/anno di energia elettrica.

Questo modello è oramai un classico della nuova generazione dei grandi centri commerciali alimentari: molta trasparenza, prodotti freschi in basso e pavimenti chiari, amplificazione dei colori del fresco e dei profumi: quello del pane, con il forno a vista, ci aggredisce immediatamente entrando. Ma anche  tanta luce naturale e  legno a vista. 
La scelta del legno lamellare,  che per altro permette l’inserimento di questi grandi lucernari, in realtà, ci racconta Amedeo passeggiando per le corsie, è diventata con l’inasprirsi delle norme antisismiche pressoche obbligata.
Mi mostra alcune lampade a LED: dopo 3 anni appaiono forse un po’ tozze e fredde rispetto alla produzione attuale, contraddistinta sicuramente anche da una migliore resa cromatica.

La struttura dell’edificio è composta da una maglia strutturale di pilastri in cemento armato di luci  16 x 8 m, solaio del piano terra di esercizio in predalle e copertura piana in legno lamellare, che funge anche da supporto ai circa 2.000mq di cellule fotovoltaiche capace di 60 kwh di produzione. A dire il rapido evolversi di questa specifica tecnologia.
Il perimetro della copertura è composto da brise soleil formati da grandi doghe di alluminio orizzontali, montate sulla struttura in legno lamellare, e da pannelli in lamiera forata prestirata in alluminio nelle porzioni verticali. 
Al centro, l’impianto fotovoltaico, in questo modo assolutamente mascherato alla vista dall’intorno.
Le pareti vetrate fino al piede, verso le aree a verde e del parcheggio esterno sono protetti da portici contraddistinti da una pilastratura in acciaio sul lato dell’ingresso principale, mentre sono in c.a. rivestiti in laterizio trafilato per facciate a secco sull’altro.
In corrispondenza di detti portici affacciano l’ingresso, con l’accesso mobile al parcheggio interrato, e alcuni negozi verso la piazza porticata antistante il grande magazzino che sicuramente avranno maggior ragione d’essere quando le diverse residenze limitrofe in costruzione saranno abitate, ad animare la vita del parco antistante.

Tornando verso Milano Amedeo mi parla ancora dei suoi viaggi africani, e di alcune suggestioni che la vita randagia gli ha suggerito. 
Salutandomi poi, accenna alle quartine struggenti e sospese di Omar Khayyam, dotto astronomo e poeta persiano vissuto attorno all’anno 1.000: nel leggerle  ho forse capito un poco di più di quella sensazione che mi aveva attraversato nell’incontrarlo.

Francesco de Agostini


Edificio di nuova costruzione ad uso commerciale,  1999-09
Via Milano ang.Via Borghetto  Desio (MI)

Progetto architettonico: Studio Arch. Strada – Architetto Amedeo Strada
Collaboratori: Andrea Angeli, Alessandra Busseti, Alain Olivier Moudio, Patrizia Piacentini, Vincenzo Speranza, Nicola Rovere, Roberto Corapi. 
Direzione lavori e Responsabile lavori: INRES – Sesto Fiorentino
Coordinatore in fase di progettazione e di esecuzione: Tecnologie d’impresa s.r.l – Cabiate; Ing. Riccardo Dubini
Calcolatore e D.L. opere strutturali c.a: Studio Ing. Serafini – Modena
Collaudatore: Studio Ing. Brigatti – Arcore 
Impresa Esecutrice delle opere: CESI, soc. coop. Imola
Committente: Coop Lombardia s.c. – Milano

DATI DIMENSIONALI:
SLP commerciale    mq 4.430 
Spazi pubblici in loco                 mq 20.700
Posti auto tra pubblici e privati      n. circa 300
Superficie Territoriale     mq 47.740

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