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Architetti

Auguri al nostro Vice Presidente Silvano Tintori
04/02/2009

Nato il 4 febbraio 1929, professore ordinario del poli dal ’65 al ’04, perfetto esempio di sintesi tra professione e cultura disciplinare.

E' vero, ci dice, che il 10 non è un numero più importante degli altri, ma ammette di avere qualche esitazione a varcare questa soglia della sua vita, pur con l’emozione di sempre...

Un curriculum che lo mostra sempre al centro dei principali processi di elaborazione disciplinare del suo tempo: la collaborazione nella seconda metà degli anni ’50 con Rogers, subito in università e poi con lo studio BBPR.
Quindi il Centro Studi di Casabella, crogiuolo dei migliori che emergeranno negli anni successivi  -a De Carlo succedono Gregotti e poi, assieme, Rossi, Semerani, Grassi, Tentori e appunto anche il nostro-.

Sarà a questa indelebile esperienza che con il suo Studio professionale, dal ’59 in collaborazione con M. Calzavara, saprà integrare gli impegni in campo urbanistico con alcuni degli interventi architettonici più significativi di ricucitura moderna della nostra città, forse proprio per questo connubbio con occhio mai disattento alla storia, come -tra i più significativi e recenti- quelli di via Pontaccio o viale Montesanto.

Impegnato nelle migliori ricerche degli anni '60 –la collaborazione con l’I.L.R.E.S (Istituto Lombardo di Ricerche Economiche e Sociali) diretto da De Carlo, la Triennale, il gruppo formatosi attorno al P.I.M. (Piano Intercomunale Milanese).

E poi l’Africa negli anni ’70, i tanti piani e il minuzioso lavoro per la Regione Lombardia, sembre instancabilmente intrecciati alla ricerca storiografica ed alla pratica del progetto.

La conversazione con il prof. Silvano Tintori è amabile, fertile di spunti a volte curiosi ed apparentemente stranianti. Sorprende infatti per la citazione sempre pronta a puntuale sostegno delle sue idee, evidentemente ben ponderate: un intellettuale con il passo lento degli inesorabili, di chi condivide la lettura come valore da trasmettere, e per questo dell'elaborazione come fatto individuale ma da condividere, sempre con la curiosità di un giovane studioso appassionato, che ha fatto dell’agire progettuale il principale soggetto della sua produzione intellettuale.
Capace di scrittura  felice, sempre attenta quanto densa, riferimento imprescindibile ancora oggi nelle indagini compiute all’interno delle dinamiche urbane attuali, strumento formidabile di fronte alla arroganza e spregiudicatezza di coloro che in qualità di comunicatori oggi si arrogano la competenza degli studiosi.

Auguri, professore

 

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