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Ugo Rivolta disegni e costruzioni: la mostra e' allestita presso la nostra sede
18/03/2009

Inaugura il 31 marzo alle 18.30 presso la nostra sede la mostra Ugo Rivolta disegni e costruzioni, gia' allestita al Politecnico dall'8 al 24 ottobre 2008. Gianni Ottolini e Paolo Mazzoleni, moderati da Antonio Borghi, hanno tenuto una breve introduzione dal titolo Il mestiere discreto - una mostra e due progetti e con l'occasione hanno lanciato ufficialmente la seconda edizione del Premio Europeo d'Architettura Ugo Rivolta.

La mostra, organizzata da Paolo Mazzoleni, Cristina Nepote, Marco Pozzo e Nicoletta Savioni restera' aperta fino al 28 Aprile ed e' illustrata da un catalogo che sara' in vendita la sera dell'inaugurazione.

Disegni come costruzioni

Ugo Rivolta, novarese di nascita, a Milano ha vissuto e lavorato in un lungo sodalizio personale e professionale con Matilde Baffa, per molti anni consigliere e vicepresidente dell'Ordinedegli Architetti di Milano e dal 2000 docente presso la Facoltà di Architettura Civile, ha progettato soprattutto nell'ambito dell'architettura residenziale pubblica – da qui il Premio Europeo istituito dall'Ordine di Milano sul Social Housing dedicato alla sua memoria – di quella scolastica e pubblica.
Una mostra “da non perdere” - per architetti, studenti e non solo - rassicurante sul nostro mestiere, nel consegnarci una certezza disciplinare, oggi così spesso messa in discussione da più parti.
Un ottimo allestimento, semplice e chiaro, mette in evidenza i bei disegni esposti. “Disegni intermedi” li ha definiti Matilde Baffa, quasi a sottolineare come nel disegno – o nei disegni – ripetuti, corretti, modificati, risieda il luogo della costruzione del progetto. Anche in una citazione, tratta da una lezione di Rivolta, scelta quale epigrafe della mostra, è evidentetale concezione del disegno “ I segni che noi mettiamo sulla carta devono essere coerenti con la nostra idea architettonica. Sembra ovvio quanto dico, ma imparerete che la ricerca dell'essenzialità e della chiarezza espressiva sono obiettivi ardui da perseguire e difficili da raggiungere”. Parole da cui traspare la certezza di chi possiede un mestiere, i suoi strumenti e trasforma ogni tema di lavoro in un'occasione per saggiarne i limiti, provarne l'efficacia. Con la sicurezza e l'operosità “elementari” dei Tessenow, degli Albini.
Nel bel catalogo, a cura di Cristina Nepote e Augusto Rossari e negli interventi che hanno inaugurato la mostra, tali questioni sono state più volte sottolineate. Antonio Monestiroli, ad esempio, ha inscritto il lavoro di Rivolta all'interno di una pratica professionale di qualità, propria di una generazione che aveva chiari gli obiettivi del suo operare.
Ci si potrebbe diffondere sui singoli progetti, molti dei quali di grande interesse anche per un più generale approccio critico, ma è meglio che si lasci al visitatore il piacere di soffermarsi su prospettive, piante, prospetti, dettagli, bellissimi disegni – a tratti davvero “ridolfiani” - mai concessione al bel disegno ma necessari strumenti di costruzione del progetto. Da vedere.

Maurizio Carones

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