Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano

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Risultati del ‘Questionario d’indagine' sui problemi con il Settore Edilizia Privata
10/06/2009

Nel sondaggio si chiedeva, argomento per argomento, quanto frequentemente ti sei trovato nelle situazioni sotto elencate, emerse dall'analisi della Commissione Interprofessionale riguardo ai principali problemi riscontrati nei rapporti tra Amministrazione Comunale (Settore Edilizia privata) e Professionisti, rispondendo con: spesso; a volte ; mai; non so.

Nei pochi giorni in cui il sondaggio è rimasto on line sul sito abbiamo ricevuto 296 risposte e 110 commenti, che pubblichiamo di seguito.

1-     PRESENTAZIONE PROGETTI:
Per la presentazione dei progetti è richiesta una quantità eccessiva di documenti non espressamente indicati nei moduli di presentazione. Spesso, a discrezione di ogni singolo funzionario possono cambiare in quantità e tipologia.

Risposte:
spesso 152, a volte 129, mai 13, non so 2
totale    296
 

2-     INDICAZIONI AI PROFESSIONISTI:
I funzionari non sono coordinati coi loro stessi dirigenti nel fornire indicazioni ai professionisti sulla interpretazioni delle normative vigenti.

Risposte:
spesso 192, a volte 102, mai 1, non so 1
totale 296
 



3-     DIFFIDE:
Viene praticato dal Comune di Milano un uso indiscriminato delle cosiddette "diffide"

Risposte:
spesso 76, a volte 114, mai 28, non so 78
totale 296



4-     TEMPI DI RISPOSTA:
I tempi di risposta del Comune sono troppo dilatati nel tempo e superano quasi sempre i termini di legge.

Risposte:
spesso 176, a volte 99, mai 5, non so 16
totale 296
 



5-     REPERIMENTO DEI DOCUMENTI:
le tempistiche per ottenere copie deI documenti relativi a permessi edilizi o piani esecutivi sono lunghe (tempo medio un anno) poichè il personale nell‘ufficio visure di Via Pirelli è servito da scarso personale dell‘Archivio di Via Deledda.

Risposte:
spesso 231, a volte 37, mai 0, non so 28
totale 296
 



6-     COORDINAMENTO FRA GLI ENTI:
non esiste coordinamento, di alcun tipo, fra i vari enti che intervengono nel controllo della fattibilità del progetto (Arpa, Vigili del fuoco, ASL, Provincia, Regione, Viabilità, Comune…).

Risposte:
spesso 231, a volte 49, mai 3, non so 13
totale 296



7-    CIRCOLARI INTERNE:
Le normative vengono continuamente rettificate da circolari interne del Comune che ne modificano spesso anche i contenuti nella loro peculiarità. Spesso l‘interpretazione è arbitraria e a discrezione del singolo funzionario o dirigente.

Risposte:
spesso 220, a volte 66, mai 2, non so 23
totale 296



8-     PROCESSI ALLE INTENZIONI:
I funzionari e i dirigenti sottopongono regolarmente i professionisti a "processi alle intenzioni".

Risposte:
spesso 155, a volte 110, mai 8, non so 23
totale 296

 


9-     DOCUMENTAZIONE PER I PII:
Per i PII vengono richieste , a discrezione dei funzionari, ulteriori documentazioni a progetto già protocollato. Vengono richiesti aggiornamenti del progetto già presentato ad ogni modifica di leggi e circolari o in seguito alla creazione di ulteriori uffici o settori prima inesistenti.

Risposte:
spesso 66, a volte 72, mai 3, non so 155
totale 296



10-     CONFERENZE DEI SERVIZI:
Alle Conferenze dei Servizi non intervengono tutti i Settori il cui parere è obbligatorio.

Risposte:
spesso 86, a volte 66, mai 3, non so 141
totale 296



11-    COMMENTI:
Se vuoi aggiungere qualcosa…

1-     Le pratiche vengono trasferite a uffici diversi (es. da edilizia privata a urbanistica per convenzionamento ex zone B2) senza che vi siano comunicazioni ufficiali e motivazioni  e senza coordinamento tra gli uffici che gestiscono la partica in modo differente con ulteriori aggravi sui tempi e impossibilità da parte del professionista di capire con esattezza l'iter procedurale e garatire tempi certi alla committenza;  spesso le comunicazioni scritte  per chiarimenti o contestazioni ai funzionari non hanno seguito o se accade in tempi lunghi;

2-     Penso che quando l'interfaccia burocratrica , abusi della propria posizione istituzionale si debba fare qualche cosa di veramente serio altrimenti la professione e' in seria criticita' inoltre l'esssere trattato di fronte anche a progetti importanti come uno zimbello diventa veramente agghiaccciante soprattutto al terzo piano corpo basso via pirelli , si deve risolvere la questionhe esposti di terzi , interpretazioni normative fumose , preparazione scolaresca dei tecnici preposti . 

3-     Semplificare le procedure consegnare meno copie degli elaborarti grafici proporre invio dei progetti via elettronia in pdf per alleggerire i tempi e le montagne di carte che si accumulano

4-     Segnalo 9 mesi di attesa fra il parere ambientale e la stipula della convenzione per convenzionamento planivolumetrico.

5-     gravissimo il ritardo (confermo un anno) per ottenere la visura delle pratiche edilizie. In qualunque altra città (anche grande) i tempi di attesa non superano il mese.

6-     Mi auguro che il risultato di questo sondaggio venga condensato in un documento che arrivi sulle scrivanie, agli indirizzi di posta elettronica e che venga affisso nelle bacheche degli uffici tecnici menzionati, a tutti i Dirigenti ed agli Assessori interessati (ivi incluso l'Assessore allo Sviluppo del territorio che tanto si vanta dei progressi dell'Amministrazione .... ). Che venga inoltre presentato alla stampa e, non ultimo, che le Organizzazioni che rappresentano la Nostra categoria professionale siano finalmente ed efficacemente rappresentativi e solidali.

7-     on line tavole di prg scaricabili per l'obbligo di allegazione ai progetti (comprensive di vincoli). Attualmente solo pdf o acquisto. Maggiore chiarezza normativa per tutti gli operatori

8-     Mancata accettazione a protocollo di materiale non vidimato dai tecnici. Mi risulta per legge l'obbligo di accettare a protocollo qualsiasi documento. È impossibile lavorare con solo il mercoledì di ricevimento, spesso limitato alla sola mattina per i tecnici che fanno part time!! Deve esserci sempre un tecnico che fornisca informazione sei giorni su sette. se vi fosse la prima a beneficiarne sarebbe la p.a. . non è possibile ottenere un parere scritto da far vedere al proprio cliente in caso di interpretazione di norme di legge. Perchè?

9-     Spesso non è chiaro in quali categorie inserire le varie attività (vd.parrucchieri)e quindi a quali indicazioni del Reg.Edilizio e d'Igiene fare riferimento!

10-     Maggiore collaborazione dei funzionari Ampliamento degli orari

11-     Se proprio non fosse possibile abolire le circolari del settore, quantomeno far in modo che ci sia un intervallo di tempo tra la loro emissione e la loro applicabilità, in modo che i professionisti ne prendano visione ed abbiano il tempo di rendere i progetti conformi alle direttive dirigenziali

12-     L'Ordine dovrebbe poter contare di più nei, garantendo una reale difesa nello svolgimento della professione

13-     Se proprio non fosse possibile abolire le circolari del settore, quantomeno far in modo che ci sia un intervallo di tempo tra la loro emissione e la loro applicabilità, in modo che i professionisti ne prendano visione ed abbiano il tempo di rendere i progetti conformi alle direttive dirigenziali

14-     Per le risposte 1-4-5-6-7 andrebbe aggiunta l'opzione "sempre".

15-     Ho provato a chiedere a quattro tecnici diversi quale tipo di pratica era necessario presentare al fine di ottenere un permesso per un sottotetto e le risposte sono state completamente diverse: c'è chi mi ha detto che avrei potuto non presentare la partica e fare comunque le opere, chi mi voleva far pagare assurdi oneri, e infine chi mi a risposto che non potevo assolutamente intervenire sull'edificio in quanto soggetto a dei fantomatici vincoli. Quale risposta avrei dovuto dare al cliente???????

16-     è incredibile che a milano il comune riceva un giorno solo a settimana, con lunghe code per avere un colloquio di confronto con i tecnici;  il settore edilizia privata - piccole opere ha risolto spostando la protocollazione di piccole variazioni di spazi interni nelle zone, dove l'accettazione è un protocollo senza controllo tecnico. tali pratiche dormono negli armadi senza che nessuno si senta responsabile di revisione e archiviazione. ciò spesso crea problemi nelle compravendite (sovente i miei clienti non riescono a spiegare errori palesi che creano problemi nel trasferimento di proprietà)

17-     Non esiste un ufficio informazioni dedicato ai soli professionisti che sia sempre attivo: c'è un solo giorno (mercoledì) in cui i vari funzionari dell'edilizia rispondono, in modo alquanto scocciato, ai nostri quesiti , al termine di un'attesa che può durare anche varie ore.

18-     Sono semplicemente scandalosi i tempi e le procedure di approvazione dei PII

19-     Sono capace di dimostrare con documenti inecepibili tutte le mie risposte di giudizio fortemente negativo.

20-     Ogni colloquio con un tecnico comunale o esercente pubblico dovrebbe essere scritto e avere un qualche valore, quanto meno una "diffida" : ) E' incredibile che con tutto questo parlare non esista uno sportello dedito alla sicurezza TU 81

21-     Lentezza nella revoca della diffida. Esagerata richiesta di documentazione. Inefficienza totale della conferenza dei servizi (i partecipanti, quando presenti spesso non hanno potere decisionale perchè non sono di vertice. Ecc. Ecc.

22-     Mancato coordinamento e comunicazione tra il settore pianificazione urbana ed edilizia privata.... questo comporta che dopo aver avuto indicazioni precise a seguito di viarianti al prg dal settore pianificazione urbana, si scopre che il settore edilizia privata o non sa dell'esistenza della nuova normativa (art. 18 bis 19 bis riferito alle varianti delle zone B2) o la interpreta in maniera errata o se ne disinteressa deliberatamente.

23-     Al fine di aiutare le pubbliche amministrazioni a "fidarsi" dei professionisti, sarebbe opportuno che gli Ordini professionali svolgessero una vera attività di vigilanza, sanzionando i colleghi che operano in barba a leggi e/o regolamenti.

24-     Tempi lunghi per fissare gli appuntamenti con i dirigenti. troppo poco il ricevimento un solo giorno alla settimana. va modificata la parte che obbliga il professionista alla presentazione del DURC dell'impresa.

25-     Sono particolarmente d'accordo con quanto al punto 8!

26-     Difficoltà di avere contatto per via telefonica per qualisasi tipo di necessità . Pareri di ordine generale in merito ai requisiti o all'interpretazione delle leggi non possono essere richiesti di persona se non con gravi perdite di tempo, ingiustificati nelle fasi preliminari. inoltre nei consigli di zona, dove possono essere protocollate le DIA non c'è personale tecnico abilitato a esprimersi sulle modalità di redazione e sui contenuti dei documenti.

27-     Alcune comunicazioni (inutili spesso) come la novità dell'inizio lavori per una semplice DIA potrebbe essere trasmessa via mail/fax in modo da non fare perdere tempo andando a portare un pezzo di carta in comune aggravando il costo della parcella dei clienti.

28-     Evitare, da parte dei dirigenti, di consumare pasticcini e feste di compleanno durante gli orari di lavoro, con particolare riguardo alle occasioni in cui la festa si sovrappone all'orario di appuntamenti fissati con aniticpio di alcuni mesi e solo a seguito di trafile di fax. Se poi nel corso dell'incontro il dirigente fosse anche preparato a fornire spiegazioni sulle ragioni di dineigo del progetto, prima di inviare denuncia penale alla procura, sarebbe cosa gradita.

29-     Nei casi di SANATORIE, pare che gli uffici abbiano espressa "imposizione" di demandare la risoluzione a dopo aver risolto le pratiche di normale procedimento. Conseguenze: tempi dilatati all'inverosimile e lievitazione dei costi (una sanatoria nel 2000 costava x, conclusa nel 2008 costa x+x+x+x! ONERI. l'ufficio è seguito da pochissimo personale, ciò causa un prolungarsi dei tempi di verifica elefantiaci. RIGUARDO AL PUNTO 2: spesso mi sono trovato nella situazione opposta. Una volta un tecnico, contestando il proprio funzionario, mi ha richiesto un sopralluogo di verifica dopo ben 3 anni dalla chiusura del cantiere!!!

30-     Non capisco e disapprovo che il professinista debba farsi carico anche della parte di documentazione riguardante la regolarità contributiva dell'impresa. Questo spesso provoca ritardi nei tempi di consegna!

31-     Sarebbe ottimale che, al presentarsi dentro una pratica di una problematica non chiarita dalla normativa vigente, il funzionario del gruppo chiedesse lumi al dirigente del settore e questo, entro un tempo breve e certo, fornisse l'interpretazione autentica in forma scritta e accessibile a tutti i professionisti, eliminando la pratica delle "circolari interne" accessibili solo ai funzionari o, ancor peggio, dei pareri solo verbali che non garantiscono nè i liberi professionisti nè i funzionari responsabili delle pratiche. Sarebbe auspicabile che i dirigenti del settore piccole opere e grandi opere si accordassero una volta per tutte su come debba essere interpretata la formazione di un sottotetto s.p.p., se come opera di manutenzione straordinaria/risanamento conservativo o di ristrutturazione. Sarebbe utile anche che fosse chiarito chi e con quali tempi debba verificare dal punto di vista tecnico le DIA zonali visto che almeno alcuni dei funzionari di via Pirelli ritengono non siano di loro responsabilità. Visti i ritardi dell'ufficio visure nel reperire gli atti di fabbrica, la norma che impone di dimostrare con questi la possibilità di permanenza di persone nei seminterrati di fatto blocca per un anno tutte le pratiche di manutenzione straordinaria per tali spazi.

32-     Il trattamento ricevuto, la professionalità e la preparazione variano molto da un funzionario all'altro. Alcuni funzionari non sono collaborativi.

33-     Si commenta tutto da solo

34-     Possiamo paragonarci a dei cercatori d'oro che setacciano per avere informazioni che spesso non arrivano. L'arroganza è spesso manifestata anche in forma scritta, personalmente mi è capitato con una pratica conclusa da due anni. Il dirigente mi ha intimato di riconsegnare nuovamente la fine lavori poichè loro l'avevano persa. Anche la buona educazione ormai è cosa rara

35-     Purtroppo per la frequenza con cui si verificano alcuni casi occorrerebbe aggiungere la voce "molto spesso". E' sempre più arduo presentare una pratica e la sensazione è quella che si venga frequentemente ostacolati nella consegna senza dei motivi validi e supportati dalla norma.


36-     Conformità fra Regolamento Edilizio e articoli del Codice Civile sugli stessi argomenti. Ove non fosse possibile e esistessero più dettagliati strumenti pianificatori, dare priorità alle NTA ed al Regolamento Edilizio.

37-    Ritengo inammissibile la mancanza di professionalità non solo dei "semplici tecnici" ma anche dei funzionari i quali anche se richiesto non si "sbilanciano" con lettere ma unicamente a voce!

38-     La consegna (protocollo) di un progetto (in particolare una DIA che per sua concezione normativa dovrebbe essere strumento agile e rapido)non solo non ha tempi certi ma spesso, per il professionista, si tramuta in un umiliante pellegrinaggio da un ufficio all'altro; all'accettazione del progetto non è raro sentirsi fare nuove richieste documentali (dal tecnico con cui ci si è confrontati magari la settimana prima)che costringono il progettista a rimandare la consegna spesso per mesi. Se poi nasce un problema di interpretazione normativa ed è necessari confrontarsi con un dirigente, tutto può slittare ulteriormente.

39-     Le circolari dovrebbero essere disponibili e facilmente reperibili magari sul sito del comune.

40-     Con riferimento alla domanda 8, l'esame progetto non è mai il confronto sereno di diverse competenze e responsabilità (tecnico e professionista) per il comune obiettivo della "qualità edilizia" e del rispetto delle normative ma una sorta di sfida....si entra timorosi in attesa che venga trovato il classico "pelo nell'uovo"......fotocopie dei documenti sgranate, firme giudicate tremolanti... suggerirei inoltre una maggiore cautela alle amministrazioni nel dare informazioni telefoniche ai clienti circa iter e, soprattutto, normative. per la mia personale esperienza emerge sempre agli occhi del cliente uno scenario di estrema snellezza e semplicità delle pratiche (forse per errata interpretazione da parte loro). una specie di mondo incantato di progetti e varianti approvati in un baleno...."tanto sposto solo di un pò....". le difficoltà incontrate poi nella realtà, la miriade di firme e documenti, i tempi di attesa vengono a volte interpretati come incompetenza del professionsta.

41-     I dirigenti architetti manifestano cronica psicolabilità. propongo visite psichiatriche serie ai fini di allontanarli da ruoli di responsabilità.




42-     Spesso ci sono difficoltà a reperire informazioni generali prima di affrontare un progetto, qualora non si conosca approfonditamente la normativa non si trova collaborazione da parte dei tecnici a spiegare quali siano le soluzioni ammissibili.

43-     Esistono commissioni paesaggistiche che si ,permettono gravi affermazioni sulla architettura, credendosi depositari della potenza assoluta

44-     Spesso alcuni tecnici ti ricevono in malo modo....quasi li disturbi dal loro da fare su internet o al cell..... li richiami!! ma niente, fanno spallucce. E poi ti dicono: vai di li, chiedi al collega dell'ufficio tal dei tali 2° porta a sinistra, 2° piano corpo basso, dove regolarmente non c'è nessuon o non sanno risponderti. Non sono tutti così!!! ma mi è capitata spesso questa situazione... poi arrivano le diffide le cattive interpretazioni ecc.... e si ricomincia da capo!!!!

45-     La complicazione della modulistica DIA, che cambia mediamente ogni 3 mesi,anche per piccole e piccolissime opere, consente alle accettazioni di rifiutare le pratiche continuamente, specialmente in certe zone (vedi la 2 e la 8) o richiedere continuamente documenti aggiuntivi (autorizzazioni di confinanti, deleghe di co proprietari, ecc.)- La nuova richiesta della firma del proprietario o richiedente, oltre quella del progettista, in una integrazione è vessatoria e contrasta con la responsabilità del progettista che è DELEGATO dal richiedente come per gli AVVOCATI, che invece sono professionisti di serie A)

46-     Tra tutto quanto sopra molto ben evidenziato, i punti peggiori a mio avviso riguardano la ogni volta differente interpretazione delle normnative da parte dei tecnici, a volte persino opposte, nonché l'atteggiamento preventivamente ostile e repressivo anche di fronte alla massima volontà di collaborare da parte del proferssionista. Sembra sempre di vincere al super-enalotto se un progetto anche semplice viene accettato come dovrebbe!! Grande idea qualla del questionario, fatelo pesare e che abbia conseguenze concrete!!

47-     Migliorare il sistema informatico del comune che impone lunghi tempi di attesa al professionista: oggi per protocollare di una DIA non onerosa occorre circa un'ora se va bene

48-     Spesso i impiegati gli amministrativi danno interpretazioni con conseguente blocco dei progetti già concordati con i tecnici. Spesso i capi settore interpretano le leggi vigenti in modo soggettivo ed errato come anche, molti tecnici di settore.

49-     A volte le leggi sono corrette a volte no. spesso chi le deve applicare è confuso.

50-     Complimenti all'Ordine per quanto riportato nel sondaggio: corrisponde perfettamente al sentire comune dei professionisti. Concordo pienamente anche con le conseguenze e le proposte.

51-     Effetuare regolarmente controlli da parte della procura relativamente alle azioni criminali intraprese dai dirigenti

52-     Oltre ad un processo alle intenzioni i tecnici comunali mostrano costantemente un atteggiamento poco disponibile (se non indisponente) a richieste di informazioni. Conseguentemente verificano le pratiche in modo frettoloso omettendo informazioni fondamentali.

53-     Molto spesso alcuni tecnici abusano della loro posizione per essere scontrosi, maleducati e non fornire le indicazioni necessarie a quanto viene loro chiesto
54-     è scandaloso che un comune come Milano sia ancora arretrato nel servizio al cittadino ed ai professionisti.

55-     L'iter impostato così come è ora non è trasparente e costringe i professionisti a trovarsi 'amici' all'interno del comune anche solo per potersi orientare nello svolgimento di una pratica.

56-     Il mercoledì è il giorno libero di ricevimento presso gli uffici del secondo piano di via Pirelli capita di fare ore di coda e poi vederti superare da persone che hanno un appuntamento : quindi si stabilisca che il ricevimento è solo su appuntamento o solo libero e chi prima arriva prima è rivcevuto !

57-     Bisognerebbe poter consegnare documenti in formato elettronico via mail:anche il controllo delle superfici e dei R/A/I sarebbe piu' semplice x tutti

58-     Un esempio per tutti: andate a vedere cosa hanno combinato alla cascina di via Settimo Milanese http://maps.live.it/LiveMaps.aspx?t=2&s=h&z=17&c=45.45859982692447,9.061915000000003&ad=milano, via settimo milanese 10 e poi provate a dirmi a cosa servono tutti gli enti e le regole che avete citato nel questionario...

59-     Non capisco perchè non ci sia un collegamento via internet con delle semplici domande e risposte on line e un faq delle domande più frequenti, da parte dei funzionari che troppo spesso non esprimendo il loro parere per via scritta se ne approfittano e non danno risposte certe, confrontabili e sicure.Forse perchè non rischiano mai la busta paga come i professionisti che si ritrovano a fare e rifare la documentazione perchè mai nulla è certo e spesso troppo scontato.c'è tanta gente in comune che si annoia perchè non ha nulla da fare (ho amici che lavorano in comune percui ne sono certa)metteteli a servizio del pubblico e del professionista.

60-     Invece le amministrazioni della Provincia sono spesso isole felici. Recenti esperienze eccezionali a Assago e Bollate

61-     Troppo poca trasparenza

62-     Sperando che possa servire a qualcosa........

63-     Poche ore per il ricevimento, mancanza totale di indicazioni al telefono

64-    Troppo spesso, quando ho a che fare con funzionari del Comune di Milano, mi tocca sentirmi quasi come un imputato in un processo inquisitorio. Ho 64 anni, mi auguro che, prima di concludere la mia carriera, l'auspicato spirito collaborativo di costoro possa finalmente prevalere...ma non ci spero ormai più di tanto...

65-     Aumentare i giorni e gli orari agli sportelli per consultazioni e verifiche tecniche con i tecnici

66-     A proposito dei ritardi nel rilascio dei pareri propongo di istituire una tutela legale che in caso di prolungamento oltre i termini di legge richieda alle amministrazione (meglio se al singolo responsabile del procedimento) un risarcimento dei danni così subiti da noi professionisti. Credo che se non si agisca toccando l'aspetto economico le amministrazioni saranno sempre indifferenti ad ogni critica semplicemente perchè non hanno interesse a cambiare le cose. Arch. Massimo Brucoli n.9027


67-     Poca trasparenza, nessun controllo sui tecnici pubblici e nessuna sanzione se/quando sbagliano o provocano danni

68-     Siamo alla paralisi su pratiche di qualsiasi entità

69-     Per non parlare di certe richieste indecenti da parte di taluni istruttori tecnici

70-     Per non parlare di certe richieste indecenti da parte di taluni istruttori tecnici

71-     Un disastro

72-     Tutto quello che riguarda alberi e verde in genere viene trattato da personale non competente e/o spesso è trascurato

73-     E' allucinante la differenza di interpretazione delle leggi dei singoli funzionari e peggio ancora le singole leggi interne dei vari gruppi di trattazione diverse le uni dagli altri..pazzesco...anche per il calcolo degli oneri e non è poco.

74-     Troppe volte vengono cambiati i moduli D.I.A.

75-     Aggiungerie il problemi degli amministrativi che si comportano in modo diverso; esempio, ho presentato una decina di recuperi sottotetto al 3 piano citando l'art 1102 del cc e quindi senza nessun tipo di assenso del condominio, la settimana scorsa al 2 piano non hanno accettato una sempice dia di modifica di terrazzini in copertura senza l'assenso del condominio e non ne hanno voluto sapere nulla dell'art. 1102 del cc pur essendo prevista la possibilità di barrarlo nel modulo dia stesso.

76-     Ritengo che nelle casistiche delle risposte manchi una casella importantissima " sempre" abbastanza ricorrente e non solo nel comune di milano

77-     Il rapporto con l'U.T. Comunale è pessimo. Ben vengano iniziative per migliorare il rapporto!!

78-     Ridurrei la presentazione delle tavole al solo planivolumetrico (con atti di fabbrica) per i tecnici ed alle tavole "estetiche" per la commissione edilizia

79-     Spesso si viene trattati villanamente senza un minimo di gentilezza, anche se ci si rivolge con la massima educazione. Questo sia dagli impiegati che dai dirigenti.

80-     Occorrerebbe snellire tutta la macchina amministrativa comunale, che anziche interagire con i professionisti è vista come un ostacolo

81-     Il problema di fondo è che non fanno il loro lavoro...ma arrotondano il loro mensile, fornendo consulenze ( spesso predisponendo la pratica stessa...) a molti colleghi, quindi più è complicato meglio è...per loro e amici vari e questo vale per i funzionari quanto per i dirigenti.

82-     L'Amministrazione Comunale ritarda, se non impedisce a volte, lo svolgimento del lavoro professionale, con complicazioni del tutto inutili, facendo spesso apparire il professionista "incompetente" agli occhi del Cliente.

83-     Attenzione perché la richiesta fatta al punto 9 è chiaramente illegittima, i riferimenti normativi validi sono quelli all'esito della procedura (non all'inizio). E' un vistoso errore, che l'Ordine non dovrebbe fare. Il problema se mai va girato al legislatore (Stato e Regione) che produce troppe leggi, cambiandole continuamente

84-     Anche un Ordine degli Architetti che per decenni non ha ne visto ne sentito!!!!

85-     esiste coordinamento fra i vari uffici che intervengono nel controllo della fattibilità del progetto anche all'interno dello stesso Comune e spesso i tecnici comunali negano anche le informazioni che dovrebbero fornire.

86-     I tecnici non sono sufficienti e una sola giornata prevista dal Comune per il pubblico è insufficiente.

87-     Vige la mancanza di equità nella modalità di trattamento dei funzionari nei confronti dei professionisti: troppo spesso "conoscenze" e favoritismi dovuti, probabilmente, a interessi particolari provocano "disagi" a chi si rivolge allo sportello unico senza "referenza" alcuna.

88-     Salve qualche raro caso i dipendenti comunali del settore edilizia sembrano infastiditi dalle visite e richieste dei professionisti con un comportamento poco collaborativo. Necessiterebbe poi un front desk sempre aperto per i professionisti e non solo il mercoledì mattina. Inoltre i funzionari dovrebbero fornire il loro numero di telefono e rispondere alle telefonate

89-     Naturalmente il fatto più grave è che questi ritardi innescano automaticamente un ritardo nel pagamento da parte dei clienti delle parcelle davvero insostenibile...

90-     Mi è capitato di dover riconsegnare una documentazione proveniente delle soprintendenze che è stata PERSA dall'ufficio tecnico e con la pretesa (telefonata) di consegna pressoché immediata c/o l'ufficio. può capitare di tutto, ma un pacco di tavole non si devono perdere!

91-     Il rapporto con i tecnici comunali è la parte più difficile e "preoccupante" di tutte le fasi progettuali. Si deve cercare di entrare in forte simpatia con il tecnico e a volte umiliarsi facendo finta di assecondare il loro modo spesso arrogante e indisponente.

92-     Tra le risposte possibili manca la possibilità di indicare SEMPRE Mancano domande specifiche sui temi urbanistici (applicazione di nta, varianti incontrollabili, procedure misteriose, canali preferenziali. Corruzione?

93-     Quasi tutte le questioni portano poi a diffide personali anche presso i tribunali

94-     Sarebbe utile poter usufruire di un effciente servizio on line per reperire documentazione, di OGNI TIPO! (vedere come sono organizzati all'estero, please!)

95-     Non è facile anzi è difficile svolgere la professione, "libera" .

96-     Dal momento che il professionista si assume la responsabilità del procedimento burocratico della pratica non dovrebbero esistere gli ostacoli odierni, bensì basterebbe una chiara e più snella documentazione verificabile a posteriori in sede di collaudo. Dovrebbe essere permessa una più frequente consultazione con i tecnici per evitare gli ammassamenti del mercoledì. In fine ai tecnici del Comune dovrebbe essere impedito di svolgere libera professione riducendo la concorrenza sleale già troppo praticata dagli stessi colleghi architetti. Desideriamo un Ordine più attento e solerte nella tutela dei propri iscritti di fronte all'amministrazione ed ai privati. Le parcelle dovrebbero assumere una forma etica maggiormente imposta.

97-     L'incontro con i tecnici dovrebbe essere agevolato aumentando i giorni in cui e' possibile colloquiare con loro e non solamente il mercoledi. Potere inoltre eventualmente fissare anche degli appuntamenti per evitare di perdere molte ore in coda, spesso in piedi, in mezzo ai corridoi, prima di parlare con qualcuno.

98-     Non esiste, se non in via ufficiosa, il confronto con il tecnico prima del protocollo della pratica! Di fatto un progetto dovrebbe essere presentato e solo successivamente passato al vaglio dei tecnici! Il progetto sull'impatto paesaggistico poi, ha un iter a dir poco sfibrante!

99-     Coordinare gli orari di ricevimento dei tecnici e dei dirigenti, spesso il primo riceve al mattino ed il secondo al pomeriggio. rendere impossibile le riunioni interne il mercoledì, giorno dedicato al pubblico. Portare senza scadenza il badege d'ingresso per i professionisti del settore Redigere liste di appuntamenti, anche on line, per gli incontri informativi per esempio con la commissione ambientale, ma anche per i vari tecnici.

100-     che il personale del comune sia decisamente sottodimensionato rispetto alle necessità: è assurdo che la maggior parte degli sportelli siano aperti al pubblico un solo giorno a settimana. Sottolineo inoltre il già segnalato problema dell'ufficio visure: non è possibile dover attendere tempi che spesso superano l'anno per ottenere di poter visinare gli atti di fabbrica di un edificio, anche perchè tali atti sono spesso richiesti anche senza reale necessità. Si segnala inoltre che molte delle circolari interne interpretative dei rogolamenti non sono rese pubblihce ma restano a esclusivo utilizzo dei funzionari: ritengo assolutamente scorretta questa pratica. TUTTE le circolari interpretative dovrebbero essere pubblicate sul sito del comune o comunque rese disponibili. Ritengo anche che l'ordine degli archtetti potrebbe fare molti più sforzi per pretendere dal comune di milano delle linee di azione più adeguate. Spero che questo questionario possa realemnte servire qualcosa!!

101-     Il raporto con l'amministrazione comunale e malisima, PROPOSTA eliminare tutti geometri, e gli architetti incapace e frustrati –

102-     È assurdo che le informazioni siano fornite solo il mercoledi', che la valutazione preventiva del progetto (tecnica e amministrativa) sia quasi impossibile

103-     quasi trent'anni esercito la libera professione e come allora la burocrazia non è mai cambiata, cambiano i tecnici, i dirigenti, i capi settore, si moltiplicano gli sportelli e gli addetti a cui sottoporre la pratica edilizia, le carte aumentano sempre di più, gli impegni e gli obblighi del professionista sono sempre più sottoposti a dichiarazioni di ogni genere. Il tempo medio per ottenere il titolo autorizzativo è mediamente di oltre un anno. Ma è possibile che avvenga ancora tutto questo? Ma quando cambieranno veramente le cose? Io non andrò mai in pensione aspettando con ansia che tutto ciò cambi veramente!

104-     Mi sembra che questo strumento/sondaggio sia l'ennesima prova di discriminazione del tecnico dell'ente pubblico! VERGOGNATEVI

105-     Spesso si dimenticano di essere dei dipendenti pubblici e quindi che sono loro al nostro servizio e non viceversa

106-     Il comune ha inserito la procedura di prenotazione telematica per la presentazione dei progetti, tale presentazione può essere compiuta solo dai professionisti che vengono gravati di un onere aggiuntivo inutile, la pratica è intestata al committente e non è chiara il presupposto per cui dovrebbe essere protocollata dal professionista, in questo modo inoltre si elimina la possibilità del protocollo diretto che dovrebbe essere garantito per legge, essendo la attività professionale soggetta a responsabilità anche penali

107-     Il problema principale riscontrato nelle ulime presentazioni di dia/permessi a costruire è che in presenza di un dubbio normativo è necessario sempre fare riferimento al proprio legale amministrativista o al dirigente comunale di settore. solo una parte dei tecnici sono preparati per dare risposte a riguardo

108-     La procedura di prenotazione appuntamenti on-line è farraginosa, l'accettazione pratiche agli sportelli (DIA) è spesso demandata a personale non tecnico e poco preparato, causando ritardi a scapito del professionista. Da questo punto di vista cinque o sei anni fa', pur con altro tipo di difficoltà, le cose andavano meglio...

109-     Soprattutto è veramente inconcepibile che la stesso "esperto..." in commissione edilizia, prima bocci un progetto e poi si ritrova a presentare lui stesso un progetto con il nome del suo collaboratore)e lo stesso personaggio guarda caso valuta positivamente il suo stesso progetto. Per non parlare di quelli che sempre in commissione edilizia, fanno i consulenti di grosse società ed enti, e guarda caso fanno passare sempre i progetti di tali soggetti.... Non è ora di giocare a carte scoperte?







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