Data la transizione tra una situazione esistente, carica di complessità politica, infrastrutturale, sociale e urbana, e l'eventuale situazione "ideale", e data una traiettoria di implementazione altamente incerta, qualsiasi proposta deve lavorare su tre condizioni: 1. la situazione attuale 2.le fasi intermedie 3. la situazione finale.
Questo implica una strategia e un'estetica flessibili, robuste e senza tempo, che lavorino sia alla scala del frammento e alla scala del tutto. Non basata su una singola la geometria definitiva, anche se convincente in tutte le sue manifestazioni: da un inizio compromesso ad una perfezione finale.
Il nostro tema è collegamento: legando un insieme sistematico di elementi eterogenei. Con un intricato ma strategico sistema di sentieri, il parco diventa connettore per quello che lo circondo, con i suoi abitanti e fruitori quotidiani. I percorsi definiscono un mosaico di appezzamenti irregolari. Su ciascun appezzamento o trama, si propone di piantare specie o gruppi di specie arboree diverse. La composizione delle trame formerà una "Biblioteca Botanica Urbana". La rete di sentieri (e alcune delle trame) ospiterà tutte le differenze di livello lungo i bordi e all'interno dell'area, in quanto sarò in grado di assorbire tutti gli elementi architettonici o infrastrutturali futuri o esistenti: così che diventino i connettori delle aree,  dei residenti e abitanti di diverse epoche, culture e luoghi. Inoltre, la struttura di percorsi servirà a collegare tutte le fasi che precedono lo stato definitivo.
Un terzo livello della proposta progettuale riguarda il mondo sotterraneo del traffico (parcheggi, strade e zone commerciali) ed i flussi d'acqua. Si tratta di rendere visibili questi livelli ed elementi naturali altrimenti nascosti, creando "finestre sul mondo di sotto": aperture visive che trasporteranno la luce naturale ed i colori in questi spazi pubblici dei livelli inferiori. Infine, il parco anticiperà le mutevoli prospettive dalle quali esso verrà percepito e osservato: dal basso, dal livello degli impianti, dalle terrazze e dai tetti, dagli spazi interni degli edifici pubblici circostanti, dal traffico in movimento, da diverse velocità e dagli aerei che volano sopra la città.


Relazione a cura del gruppo arch. Mathias Lehner.
Giardini di Porta Nuova

Milano, Garibaldi - Repubblica

Inside Outside, Petra Blaisse

Inside Outside, Petra Blaisse

Mirko Zardini, Michael Maltzan, Irma Boom, Piet Oudolf, Ro’dor / Rob Kuster

premio

Euro 61.974,83

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