Un primo dispositivo di attivazione sull'area è l'informazione che rendendo visibile e conoscibile la trasformazione immette un primo uso pubblico urbano sull'area
Progetto 3° classificato ex-aequo

Dalla relazione dei progettisti:

I paesaggi

Un grande bosco di platani ibridi (Platani orientalis x occidentalis) formerà un corposo attestamento al preesistente viale dei platani di via Volturno. Da qui si svilupperà un altro viale di platani ad andamento irregolare che, ombreggiando, ranggiungerà il palazzo del Comune. Il quaneto infresso a nord, dove la via Volturno si apre a forcella, coinvolge il quartiere dell'Isola e in particolare i giardini di via De Castilla e la vecchia fabbrica "stecca degli artiginai", un luogo  urbano caratterizzato da forte coesione umana, attenzione per la qualità dell'ambiente, identificazione degli individui e dei gruppi sociali con lo spazio fisico nel quale risiedono e lavorano. Oltre l'intenso traffico urbano d via Melchiorre Gioia, la piastra dei Giardini Einaudi sarà ancor aprotetta da bambù e diventerà un enorme parterre dal disegno complesso e sinuoso, godibile dai palazzi circostanti. Sarò costituito interamente da bambù altissimo (Phyllostachys viridis "Mitis"), alto (Phyllostachys viridiglaucescens) e basso (Bambusa metake). Al suo interno, come se fossero scavati nel bambù, si ricaveranno percorsi, spazi per la sosta, accessi a parcheggio sotterraneo. Oltre il viale della Liberazione, verso il centro della città, sorgerà un isolato vero e proprio delimitato da muri e avente al suo interno il giardino delle sorprese: una profonda valle a cratere in cui scoprire i curiosi e grotteschi segreti di un museo di storia naturale all'aperto. Un piccolo specchio d'acqua a forma sinuosa potrebbe essere la fine di un percorso labirintico. Una serpentina a spirale, attraverso un elaborato processo di conoscenzae di avvicinamento alla natura, porterà al più importante elemento del vivissimo e sensibile mondo delle piante. La via di ritorno alla superficie, come nel pozzo di San Patrizio, non interferisce con il sentiero di discesa.
Aceri campestri (Acer compestri), faggi verdi (Fagus sylvatica), carpini bianchi (Carpinus betulus), bagolari (Celtis australis), tigli europei (Tilia cordata) saranno piantati tra i dieci e quindici metri di stanza l'uno dell'altra per permettere uno sviluppo vegetativo equilibrato, armonico e adeguato andando a formare il Bosco delle stagioni. Il Labirinto degli orti è costituito da piccoli orti, delimitati da bambù bassi e folti e piccoli canali d'acqua lungo frammentati filari di pioppi cipressini. Questi orti sostituirano gradualmente gli edifici di via De Castilla. La vecchia Stazione rimarrà come importante elemento di memoria dell'insediamento urbano di inizio Novecento. Lungo viale Melchiorre Gioia, uno folta macchia di bambù altissimo verrà posta a protezione del vasto invaso libero centrale andando a formare il Green centrale.Tale anfiteatro verde sarà attestato sul muro del "bastione". La Grande Serra unirà la stazione con il Palazzo del Comune e coprirà, illuminandola e proteggendola, la Fermata Gioia della Metropolitana. Al sui inteno si propone l'habitat del paesaggio siciliano, con coltivazioni di agrumi e fichi d'india. Alcuni agrumi saranno piantitati in piena terra, altri in vaso, negli spazi più larghi, aperti, liberi, adatti ad allestimenti temporanei. Il Giardino Roccioso invece è una zona umida dove è forta la presenza del bambù. Il Phyllostachys viridiglauscens, il Phyllostachys viridis "Mitis", Il Bambusa metake, la Sasa tessellata possono veramente diventare lo scheletro portante nel quale inserire e attendere i maestrosi alberi ad alto fusto. 
I dispositivi per la metamorfosi dei giardini

Gli eventi temporanei come installazioni d'arte, performances e spettacoli di forte richiamo pubblico aiuteranno a creare un immaginario diverso delle aree di trasformazione. Gli Inneschi come impulso allo sviluppo che promuove nuovi progetti e nuovi programmi di intervento sulle aree. La Cura viene interpretata come modalità di responsabilizzazione di associazioni, singoli e community di progetto verso il recupero di un'area per sviluppare un maggior senso di appartenenza locale. Un'altra parola chiave del progetto è il Consolidamento, inteso come consolidamento degli usi temporanei che hanno riconnotato l'identità della aree, trasformandoli in servizi stabili.
Le popolazioni

Il progetto dei Giardini di Porta nuova è stato pensato in base all'utilizzo quotidiano che ne possono fare le varie categorie di "popolazioni". L'impiegato che lavora tutto il giorno e che sfrutta la pausa pranzo per l'attività sportiva, i residenti che ritengono importante la vicinanza ad un giardino come questo che può diventate la piazza che il quartiere non trova negli spazi aperti, i creativi, architetti, designer, artisti, ecc, che la sera si trasferiscono nel quartiere per svagarsi e incontrarsi ed infine i pendolari e sportivi che si aspettano dal giardino un servizio di qualità per il tempo libero, non un luogo di consumo ma una luogo dove trovare svago e sport.
Giardini di Porta Nuova

Milano, Garibaldi - Repubblica

Giancarlo De Carlo e Associati

Alterstudio Partners, Giancarlo De Carlo e Associati, MTA Associati, Maurizio Cozzi, ABCittà, IC99, Paolo Pejrone, Avventura Urbana, Msc Associati, Massimo Majowiecki, Mark Owen Francis, Elio Tarulli
premio

Euro 20.658,28

importo lavori
allegati dell'ente banditore
fonti