Il progetto proposto consiste in una tattica operativa in grado di trasformare uno spazio che ha perso la sua funzione urbana in un extra-spazio, uno spazio vivente e vissuto. Esso potrà essere reinserito nell’immaginario collettivo del panorama urbano come luogo in cui, assumendosi una certa dose di responsabilità, sarà possibile gettare le fondamenta per modelli alternativi di sviluppo, basati su atti positivi di appropriazione spaziale e ricostruzioni simboliche della quotidianità.

Dalla relazione dei vincitori:

Nell’intervento si possono riconoscere cinque ambiti differenti, anche per i loro diversi aspetti formali e morfologici, la cui trasformazione sinergica permetterà di raggiungere gli obiettivi precedentemente individuati. Al fine di definire sin da subito dei luoghi riconoscibili, gli ambiti sono stati definiti con un nome specifico a seconda della loro vocazione principale:

- la Promenade Plantèe, l’area corrispondente alla testata nord, lo spazio di mediazione fra la scala quotidiana del quartiere e quella straordinaria del cavalcavia;
- il Foro Garibaldi, l’area corrispondente alla testata sud, uno spazio di aggregazione ludico e culturale, pensato in particolare per gli abitanti del quartiere;
- il Palinsesto, la superficie del cavalcavia, un parterre attivo in continuo mutamento, denso di attività urbane eccezionali;
- l’Insegna Abitata, l’impalcatura attrezzata sviluppata sul cavalcavia, un nuovo landmark urbano “alla portata di tutti”;
- la Velostazione, l’ambito che si sviluppa lungo le vie Ferrari-Sturzo, funzionale a rispondere alle esigenze di abitanti e city-users.

La promenade plantèe

La testata nord assume un ruolo come spazio di mediazione fra i luoghi definiti e “domestici” del quartiere e lo spazio aperto ed eccezionale del cavalcavia. Il percorso piantato che si propone per quest’ambito assolve questo ruolo di integrazione fra le parti, ricomponendo le diverse dimensioni e fornendo una guida nel sistema di salita/discesa. La vocazione di quest’ambito è quello di diventare una passeggiata ambientale, che permetta alle diverse tipologie di utenti (ciclisti, anziani, passeggini, bambini, ecc.) di percorrere il dislivello in tranquillità, accompagnati da quinte di alberature in filare e pendii morbidi a prato rustico. La problematica principale di quest’area consiste nel colmare il dislivello esistente fra il cavalcavia e la quota della città, in una dimensione trasversale molto compressa. Si è scelto, pertanto, di sviluppare il raccordo fra le differenti quote urbane longitudinalmente (dal cavalcavia verso via Borsieri), attraverso un sistema di rampe e terrazzamenti, che accompagnano l’utente durante il percorso, raccordati con scarpate verdi. I tre sistemi di viabilità (i percorsi pedonali, la pista ciclabile e il percorso carrabile che consente l’accesso agli edifici privati) sono separati ed inframezzati da isole vegetazionali e da aree di sosta attrezzate.

La Promenade Plantèe
La Promenade Plantèe
La Promenade Plantèe

Il Foro Garibaldi

La testata sud ha la vocazione di diventare uno spazio di aggregazione ludico e culturale, funzionale a rispondere alle esigenze degli abitanti del quartiere. La scelta di eliminare la rampa di ingresso al cavalcavia consente di liberare uno spazio che ad oggi non esiste, permettendo così la definizione, attraverso il ridisegno delle superfici, di un luogo protetto per il gioco e l’incontro, posto in stretta relazione al distretto scolastico. Ad oggi infatti la rampa carrabile si trova ad una distanza molto modesta dal muro di confine della scuola. Essa costituisce una profonda cesura, fisica e percettiva: in particolare nella direzione via Quadrio-via Ferrari, si ha la percezione di muoversi in un “retro”, in un campo visivo molto compresso, che inevitabilmente genera una condizione generale di insicurezza. L’obiettivo è quello di trasformare quello che oggi è un ostacolo fisico e visivo, un passaggio sgradevole e inospitale, in uno spazio accogliente, aperto e fruibile a tutti. L’eliminazione della rampa carrabile permette, infatti, di aumentare il campo visivo in uscita dalla scuola, creando un ambito protetto dai flussi veicolari, in stretta relazione con la scuola stessa. Il ridisegno della pista ciclabile, pensato come una risalita dolce, genera un’ampia curva che permette così di svuotare lo spazio al suo interno.

Foro Garibaldi
Foro Garibaldi
Foro Garibaldi

Il Palinsesto

La vocazione della grande superficie del cavalcavia è quella di diventare un luogo dove tutto è possibile. Il parterre è per questo stato organizzato in modo flessibile, definendo in modo netto gli spazi di percorrenza e di connessione, mentre la superficie rimanente si propone lottizzata come un palinsesto, che prevede nei diversi slot spaziali alcune attività fisse, capaci di rendere vivo e attivo lo spazio fin da subito, e altre temporanee da affidare, attraverso una procedura aperta, ad attori sociali e operatori economici. L’idea è quella di organizzare spazialmente e funzionalmente questo spazio, partendo da una tabula rasa e fornendogli una struttura chiara, capace di orientare e di rendere misurabile lo spazio. Se nelle due testate il linguaggio formale è caratterizzato da forme morbide e sinuose che accompagnano la risalita dei dislivelli e che cercano un’integrazione con i tessuti dei quartieri circostanti, sul Palinsesto invece tutto è rigorosamente geometrico, sia nel disegno delle superfici che degli oggetti che le popolano. Una griglia bidimensionale continua ed omogenea, che si rivede delicatamente nei giunti delle lastre di cemento, regola il ritmo degli spazi, scandendone la sequenza e la dimensione.

L'insegna abitata
L'insegna abitata
L'insegna abitata

L'insegna abitata

La scelta di inserire un elemento a sviluppo verticale deriva da una riflessione più generale riguardante i rapporti dimensionali e le relazioni con il contesto. In quest’area ci si deve rapportare con interventi che hanno una dimensione, sia fisica che di capacità attrattiva, molto ampia (torri  dell’Unicredit, Palazzo della Regione, il Bosco verticale, la torre dell’acqua di via Farini, il fascio ferroviario, ecc.). Per questo è necessario cambiare la scala dell’azione, lavorando in elevazione sul fronte dei binari con una struttura tridimensionale, leggera e permeabile. L’Insegna Abitata è pensata per raggiungere l’obiettivo riconoscibilità e amplificarne gli effetti, al fine di diventare essa stessa un landmark “alla portata di tutti” nello skyline urbano. La necessità di dover sorreggere l’insegna offre inoltre un’occasione: permette di pensare questo elemento non come una superficie, ma come uno spazio, una griglia tridimensionale che, con pochi elementi, seriali e prefabbricati, moltiplica le possibilità urbane di questo luogo. La struttura sviluppa in tre dimensioni la griglia che organizza la superficie del Palinsesto, integrandosi così nel ridisegno complessivo del cavalcavia. La struttura è costituita da elementi tubolari di tipo tubo-giunto, solitamente utilizzati per le comuni impalcature. La proposta di un edificio-ponteggio, una struttura leggera che rimanda all’estetica delle strutture temporanee, risponde per sua natura ad un’idea di modificabilità che ben si presta all’immagine generale che si vuole proporre per l’intero intervento.

L'insegna abitata
L'insegna abitata

La Velostazione

È un edificio/rampa che consente la connessione fra le diverse quote urbane e la possibilità di depositare in sicurezza un elevato numero di biciclette. Prendendo come spunto la necessità di ingombrare alla quota urbana la minore superficie possibile, lasciando liberi i lucernari e le griglie di areazione, si è scelto di strutturare l’elemento Velostazione come un manufatto edilizio molto leggero, che nella sua trasparenza dichiara immediatamente la sua funzione. La Velostazione è pensata come una rampa continua, un percorso attorno al quale è possibile parcheggiare in sicurezza la propria bici e attraverso il quale si può mettere in relazione la quota di via Sturzo con quella del cavalcavia. La Velostazione è costituita da una struttura portante in elementi modulari in acciaio facilmente assemblabili, che sostengono la rampa/parcheggio. La rampa si sviluppa in tre livelli con una pendenza del 6% lungo i quali sono posizionati perpendicolarmente gli stalli di sosta, che permettono lo stoccaggio di 500 biciclette. Dal secondo livello, attraverso una passerella aerea, si potrà raggiungere la quota del cavalcavia, innestandosi sulla percorrenza ciclabile e sugli spazi attrezzati che si sviluppano sul Palinsesto. La superficie esterna invece è costituita da una rete stirata in acciaio, un elemento leggero e trasparente, che permette di mostrare ciò che accade al suo interno, aumentando così la percezione di sicurezza e favorendo un controllo spontaneo dello spazio. La mancanza di pareti verticali permette ai ciclisti, dall’interno, di avere una percezione completa sulla città, trasformando un’attività quotidiana di solito legata ad irritazione e disagio, in una piacevole esperienza. Attraverso un opportuno sistema di illuminazione, la Velostazione potrà inoltre diventare un elemento facilmente riconoscibile nel panorama urbano.

La Velostazione
La Velostazione
La Velostazione
Concorso Internazionale Cavalcavia Bussa

Milano, Garibaldi - Repubblica

Saracino Eliana

Saracino Eliana, Bartocci Guglielmo, Perdichizzi Giovanna, Monica Agnese, Glorialanza Alessandra, Artioli Orsola Nina

Collaboratori: Rosati Daniela. Consulenti: Borgognoni Elisa.

premio

Euro 36.000

importo lavori
allegati dell'ente banditore
fonti

Comune di Milano