Ponte Lambro - Laboratorio Periferie

Il quartiere Ponte Lambro, situato al margine est della città è chiuso in quella fascia di territorio tra la Tangenziale Est , il corso del Lambro e l’aeroporto di Linate1; l’unico accesso dalla città è rappresentato a nord dalla via Vittorini che si collega a via Mecenate attraverso un sottopassaggio in corrispondenza allo svincolo della tangenziale2, che non è percorribile pedonalmente e ne ha determinato il suo isolamento.

Il primo insediamento costituito da casette e laboratori, fu collocato lungo il Lambro nei primi anni del 19003 e venne annesso alla città nel 1925.

Gli insediamenti di case popolari (IACP) di via Ucelli di Nemi , le "case bianche" e via Serrati risalgono al 1973; nel 1981 vengono realizzate le case popolari di via Rilke le "case gialle"4.

Le loro strutture che corrono in parallelo senza attraversamenti pedonali né connessioni orizzontali hanno determinato la completa cesura del quartiere rispetto ai terreni agricoli a est della tangenziale5 dove sorge Cascina Zerbone. Per questo motivo est e ovest sono sempre stati destinati a rimanere chiusi su se stessi esasperando quella separazione del quartiere popolare rispetto al borgo storico.

La zona più prossima allo svincolo stradale, si è successiva all’insediamento del dell'Istituto Cardiologico Monzino6; il sistema degli spazi pubblici si sviluppa prevalentemente nel settore orientale del quartiere, partendo da nord dove sono localizzate la chiesa7 con il suo oratorio, il mercato comunale e il centro civico collegati da un percorso pedonale che smista alle attrezzature per lo sport collegando il comprensivo scolastico a scuole a sud , dov’è anche situata l’aula di sicurezza per processi del Tribunale di Milano8.

Il quartiere è da sempre al centro del dibattito sulle periferie anche per l’intervento di Renzo Piano che dal 2000 alterna fasi altalenanti senza essere giunto a compimento. Il progetto architettonico sulla porzione centrale delle due stecche delle “case bianche” collegate attraverso un ponte di acciaio e vetro, prevedeva strutture protette per anziani, un presidio di polizia locale, luoghi di ritrovo e un incubatore d’impresa. Nel 2004 Ponte Lambro fu uno dei cinque quartieri che il Comune scelse come oggetto del Programma “Contratto di Quartiere II” focalizzando la sua attenzione non solo su interventi di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio  edilizio - abitativo e delle strutture pubbliche ma anche su progetti di coesione sociale9. Molte sono state le attività condotte mediante la partecipazione degli abitanti, rafforzando un clima di cooperazione per il ripristino delle condizioni di sicurezza e di legalità, anche grazie al posizionamento di uno “sportello aperto” in una alloggio di via Uccelli di Nemi 58.

Se il Laboratorio ha lavorato positivamente raggiungendo importanti obiettivi di riduzione del disagio, tramite il coinvolgimento delle associazioni locali, della Scuola Elementare di via Aprea e della parrocchia avviando progetti destinati ai bambini , alle famiglie e ai segmenti più fragili della popolazione; l’azione più significativa di cura del territorio legata al quartiere è dovuta alla demolizione dello scheletro di un imponente struttura alberghiera incompiuta, realizzata per i mondiali del ’90 che ha ceduto il posto al Parco Vittorini, una vasta area verde che riconnette il quartiere con il sistema ambientale del Lambro10.

 

Martina Magnani

 



[1]  La  Tangenziale Est fu costruita  nel 1970 e l’aeroporto di Linate nel 1930.

[2] A sud è collegato con la statale 415 Paullese ed il Comune di San Donato.

[3] Chiamato “dei Lavandai”;  alcune famiglie  giungono da quartieri centrali della città per insediarsi con  le loro attività.

[4] Per un totale di circa 500 alloggi di proprietà comunale e ALER.

[5] I terreni agricoli, soggetti ad Accordo di programma per la realizzazione di Social Housing sono di proprietà del Comune di Milano, così come il "Mulino della Spazzola." 

[6] Prese il posto dell’antica Cascina Canova.

[7] 1966, arch. Guido Maffezzoli Via Carlo Parea. La Chiesa si caratterizza per il suo rigore facendo ricorso ad un linguaggio razionalista.

[8] Nel 1984 viene chiusa la scuola media, di lì a poco trasformata in Aula Bunker, distaccamento

del Tribunale dove verranno celebrati molti dei processi milanesi di mafia.

[9] L’Istituto per la Ricerca Sociale si aggiudica la gara e avvia il Piano di Accompagnamento Sociale.

[10] L’operazione è stata realizzata nel 2012 grazie alla determinazione dell’allora Assessore all’urbanistica A.L. De Cesaris.

 




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