La famiglia Caccia Dominioni risulta presente in piazza Sant'Ambrogio già dal XV secolo. Luigi Caccia Dominioni affrontò questo progetto all’indomani della fine della guerra: si trattava di ricostruire un nuovo edificio in sostituzione di quello preesistente, risalente alla fine degli anni Venti del secolo scorso, a firma dell'architetto Alberico Barbiano di Belgiojoso. A seguito dei bombardamenti su Milano del 1943 l'edificio rimase gravemente danneggiato e, all'indomani del conflitto, Caccia ebbe modo di cimentarsi in quest'opera che rappresenta una pietra miliare tra le architetture milanesi realizzate nell’immediato dopoguerra. Analoghi argomenti di ricerca sono presenti nella Casa Tognella (1947-1948) che Ignazio Gardella realizzò nello stesso periodo al parco Sempione.

 

La testata d’angolo, interamente rivestita in lastre di beola, comprende la profondità del corpo di fabbrica e su di essa si sviluppano una coppia di cinque ordini di aperture regolari che occupano l’intero interpiano, con il cassonetto dell'avvolgibile ricavato nello spessore del solaio. Il rivestimento in pietra risvolta sul lungo prospetto che fronteggia Sant'Ambrogio, definendo un solido basamento orizzontale interrotto, nella parte centrale, da un androne con portale leggermente arcuato che occupa l'intera larghezza di una campata. Il livello soprastante è costituito da un loggiato scavato nel corpo di fabbrica e scandito da un ritmo regolare di pilastri circolari. Lo stesso loggiato è ripreso anche sull'intero ultimo piano del medesimo fronte, che si conclude con una gronda piana la cui sporgenza oltre il filo facciata accentua l'effetto d'ombra della fascia alta del prospetto. Tra i due loggiati il fronte dei piani residenziali secondo e terzo è finito a intonaco e ritmato da una sequenza di portefinestre rettangolari poste al centro di ogni campata. Questi due livelli appaiono come “sospesi” tra i due ordini di loggiati. Il rivestimento in pietra chiara della parte basamentale mette ulteriormente in evidenza la variazione cromatica che si compie per la fascia intonacata color nocciola.

 

Con questo edificio dalle enormi ombre orizzontali intervallate da “pieni” che sembrano apparire come dei “frammenti”, Luigi Caccia Dominioni ha certamente contribuito ad implementare la qualità architettonica di piazza Sant'Ambrogio, favorendo la messa in scena del complesso monumentale. Superato l'androne al centro del fronte si accede ai due vani scala del corpo rettangolare attraverso un'elegante soluzione progettuale sia nel trattamento delle pavimentazioni e delle superfici murarie, sia nel disegno dei serramenti. Il fronte interno, molto semplice e finito a intonaco, riporta, per tutti i piani residenziali, dei terrazzi continui con parapetto in ferro alla lombarda. Con questo edificio Caccia inaugura la scala circolare con ascensore al centro che riproporrà in molte delle sue architetture anche non residenziali, mentre le piante degli appartamenti vengono risolte secondo un impianto regolare.

 

Alberto Gavazzi

Prospetto su piazza Sant'Ambrogio
Pianta del piano terra
Pianta del piano quarto



Edifici residenziali

Milano, Duomo