Situato in un’area centrale dalle forti valenze monumentali, a due passi dalla chiesa di Santa Maria della Passione, dal Collegio delle Fanciulle e dal Conservatorio Giuseppe Verdi, il progetto per la casa di via Conservatorio si deve inoltre confrontare con un’importante preesistenza, dalle chiare valenze affettive per Magistretti, vale a dire l’edificio realizzato negli anni venti dal padre Piergiulio in angolo con via Bellini. La scelta progettuale mostra di voler negare il più possibile la cortina muraria continua dell’isolato ottocentesco, eliminando quasi totalmente il prospetto su strada.

 

La soluzione compositiva si caratterizza planimetricamente per un impianto ad L, in cui il lato corto corrisponde ad un corpo di altezza variabile, mosso da una serie di balconi di differenti dimensioni e dai plastici volumi, mentre al terzo piano un ampio terrazzo è reso possibile dall’arretramento degli ultimi due livelli. Il gioco degli sfalsamenti di piani e di limitati ma ben riconoscibili tagli nella compatta superficie muraria, siano essi i balconi in differente aggetto o gli arretramenti di volumi, contribuiscono a conferire al complesso una notevole dinamicità, che ne rende difficile una percezione sintetica e immediata. La massa compatta dell’esiguo prospetto su strada poggia su una fascia basamentale il cui tamponamento è interamente vetrato, sino all’angolo, il cui effetto di svuotamento è accentuato dal leggero arretramento del pilastro dal filo di facciata. Una consueta contrapposizione compositiva e materica: da un lato, con l’uso dell’intonaco rosso intenso, Magistretti mostra un’attenzione alla tradizione e all’’ambientamento, instaurando un rispettoso rapporto cromatico con il tessuto consolidato circostante, dall’altro afferma una chiara volontà di autonoma modernità.

 

Il lato sul cortile, più compatto e regolare, mostra un tono più sereno, articolandosi in ripetute fasce orizzontali finestrate e in una vetrata continua a livello basamentale, mentre verso il giardino l’inserimento di un bovindo a tutt’altezza introduce un elemento di verticalità che fa da contrappunto all’orditura orizzontale del resto dei prospetti.

 

Federico Ferrari

Schizzo di studio, vista prospettica lungo via Conservatorio
Schizzo di studio, prospetto
Schizzo di studio, la parte sommitale dell'edificio



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