L’intervento su corso Italia – assieme a quello complessivo su corso Europa – è un episodio, tra quelli milanesi affrontati da LCD, interessante per la particolare complessità del tema urbano e per la varietà e ricchezza di risposte date. Le diverse destinazioni d’uso e la rilevante densità edilizia da realizzare, in un comparto tanto centrale quanto compromesso da interventi speculativi precedenti, sono affrontati, come suo solito, con la sicurezza di controllo del mestiere e la fiducia di poter interagire correttamente con l’anima milanese.

 

Poche erano ancora le testimonianze della città preindustriale, mentre interventi più recenti avevano realizzato delle trasformazioni radicali sia in altezza che nel carattere dell’architettura. Ma su corso Italia LCD tenta ancora un accostamento per adesione, se pure reso difficoltoso dalle trasformazioni avvenute, con la storia ancora percepibile dell’antico tessuto milanese. La chiesa di S. Eufemia, proprio di fronte al comparto di progetto, fu determinante per condurre all’abbassamento del corpo centrale su strada a tre piani fuori terra corrispondenti all’altezza di alcuni edifici della Milano preindustriale ancora presenti nelle vicinanze. Solo ai lati questi primi tre livelli fuori terra sono trattenuti da due esili corpi a torre – rivestiti con piccole tesserine quadrate color rosso opaco a simulare l’intonaco a grana grossa – che si elevano liberi per altri tre piani. Le due fasce orizzontali di curtain-wall con un crescendo di sporgenza verso l’alto, poggianti sopra il piano terra, rendono necessarie le fasce di finestratura continua all’ultimo piano dei piccoli corpi a torre.

 

Sarà la parte più interna del comparto che accoglierà la rilevante volumetria residua da collocare. Un edificio a torre di dieci piani fuori terra rivestito in clinker quasi nero, impostato su pianta pentagonale irregolare e addossato al fronte cieco di un blocco condominiale a confine, accentua con convinzione la proiezione della sua ombra nella corte/giardino. In continuità con il blocco che prende origine da corso Italia, prosegue verso l’interno una parte interamente residenziale con  un’architettura che cerca adesione ai corpi della Milano più antica, con un andamento volumetrico sviluppato su un impianto non lineare e degradante verso l’interno della corte/giardino. L’ampio androne (collocato in relazione con la chiesa di S. Eufemia) si allarga in forme morbide nella sua parte più interna ed è risolto in forte continuità con la corte/giardino: insieme essi organizzano le distribuzioni ai vari piani del complesso architettonico. La sua pavimentazione in seminato di marmo è una delle realizzazioni congiunte di LCD e Somaini.

 

Alberto Gavazzi

Pianta complessiva del quarto piano
Disegno di studio del prospetto su corso Italia



Edifici per residenze ed uffici

Milano, Duomo