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Massimo Novati

A Mario Asnago e Claudio Vender si può riconoscere un’esperienza “autonoma” all’interno del Movimento moderno. Il loro professionismo è rappresentato da una costante e coerente ricerca che ha sorretto la loro intensa attività dagli anni ’30 agli anni ’60 del Novecento. Partecipi della cultura europea, con una forte tensione verso quella nordica, la loro “produzione milanese” coglie quella forte istanza del costruire città che gli anni del dopoguerra richiedevano. Dagli edifici residenziali agli spazi commerciali e terziari fino alle fabbriche, la loro architettura esprime un linguaggio ricco di continue invenzioni, una straordinaria capacità di pratiche costruttive e di dettaglio che si arricchisce di contenuti poetici e di un’intelligenza “metafisica” accresciuta dal saldo legame di complementarietà tra i due progettisti.