Milano Santa Giulia, sulle aree dismesse ex Montedison ed ex Redaelli nella zona sud - est di Milano, fonde insieme due aree investite da innumerevoli progetti nel corso degli ultimi trenta anni.

Da sinistra a destra, un immagine d'epoca delle Acciaierie Redaelli e una foto aerea degli stabilimenti Montedison negli Anni Cinquanta.

Anni Ottanta e Novanta.  Il PII Santa Giulia si insedia su una vasta area nel settore sud orientale di Milano occupata fino agli anni settanta dallo stabilimento Montedison e dalle acciaierie Redaelli (presenti a Rogoredo fin dal 1848 e costrette a chiudere nel 1988).

Il processo di ristrutturazione industriale offre ai privati le prime occasioni per avviare studi progettuali sull’area di Rogoredo. A partire dal 1983 si susseguono i primi studi di riuso avviati dai proprietari delle aree (Montedison e Redaelli) - dapprima in autonomia,  poi  attraverso l'istituzione di apposite società come la Sviluppo Linate Spa e Città 2000 Spa con il coordinamento del Comune di Milano - che portano alla stipula tra la fine degli anni Ottanta e gli Anni Novanta di due piani particolareggiati:

- il Piano Particolareggiato relativo all'area Z.R.U. 1 (ex Montecatini), adottato il 5 febbraio 1990 e approvato a ottobre 1991e  relativo alla variante di PRG approvata nel dicembre 1988 dal Consiglio Comunale. Il Piano Particolareggiato si articola in sette unità di intervento, corrispondenti ad altrettanti temi progettuali, ciascuno caratterizzato da una destinazione funzionale prevalente e dalla presenza di funzioni integrative. Il PP, che dà grande rilievo al progetto dei vuoti, è l’esito di un processo di interazione tra le intenzioni progettuali della proprietà e del Comune di Milano.
- il Piano Particolareggiato relativo alla  zona di ridefinizione urbana Z.R.U. 3 “Paullese-Rogoredo” (ex Redaelli) approvata nel 1997, relativo alla variante approvata nel 1992, che viene in parte realizzata a fine Anni Novanta (vie San Mirocle e via San Venerio.

1998. L’imprenditore Zunino acquista l’area del complesso Montecity-Rogoredo (Montecity da Montedison; Rogoredo, ex industrie Redaelli, da Impregilo) per circa 500 miliardi di lire.
2002. Nel marzo 2002 iniziano i lavori di bonifica dell’area. Il 6 giugno il PII, avviato solo un anno prima, viene approvato sia dal Consiglio di Zona 4 che dalla Commissione edilizia, il 25 giugno 2002 riceve l’approvazione della Giunta.  A luglio Risanamento Spa, nata dalla fusione di Risanamento Napoli e Bonaparte, acquisisce il complesso delle aree, mentre il Comune promuove l’Accordo di Programma (stipulato nel febbraio 2004, e sottoscritto da Regione Lombardia e Comune di Milano)
2004. Ratifica dell'AdP da parte del Consiglio Comunale il 5 luglio.
Il PII nasce dall’unione delle ZRU1-Montecity e ZRU3-Rogoredo. Il passaggio a PII cancella però le regole di urbanizzazione previste dalla ZRU3, della quale le residenze edificate erano parte integrante. Con l’approvazione del PII cambiano anche le regole intercorse tra le parti (Comune, imprese, cooperative) al momento di dar corso alla costruzione delle abitazioni.
In ragione della complessità e rilevanza dell’area Montecity-Rogoredo il programma è stato sottoposto alla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale, che si è conclusa con un giudizio positivo dettando alcune prescrizioni/raccomandazioni che saranno attuate in fase esecutiva.
Il 19 ottobre del 2004 viene presentato il masterplan del PII. L’iniziativa immobiliare si accompagna ad una forte iniziativa di marketing: il progetto cambia nome, non più Montecity-Rogoredo bensì Santa Giulia, dalla chiesa che sorgerà e sono chiamati a contribuire artisti e architetti di fama internazionale: Sol LeWitt,  Michael Craig-Martin, Arnaldo Pomodoro a complemento di un masterplan steso da Sir Norman Foster, di un grande parco su progetto di Adrian H. Geuze, direttore dello studio West 8 landscape architets di Amsterdam, più svariati interventi di architetti del calibro di Peter Zumthor, Jean Nouvel.
Data la mole dell'operazione (investimento comlplessivo: 1 miliardo e 600 milioni di euro), per l’implementazione del progetto la Risanamento ha creato una società apposita, la Milano Santa Giulia S.p.a..
I tempi di realizzazione del progetto previsti per le  tre macro aree (zona Rogoredo; zona Montecity residenze; zona Montecity Avenue) dovrebbero contenersi in 5 anni, con chiusura del cantiere entro il 2010
Federabitazione Lombardia (federazione di cooperative e imprese edilizie) e Alcab Legacoop (Associazione Regionale Cooperative di Abitanti, ora Legacoop Abitanti) hanno acquistato tutta la volumetria residenziale dell'area Rogoredo-Montecity, ad eccezione di quella pregiata dell'"anfiteatro".  Federabitazione rappresenta le cooperative a lei associate: la volumetria dell'area è infatti assegnata dentro il piano complessivo alle singole cooperative, che realizzeranno l'edilizia convenzionata, e alle imprese che realizzeranno l'edilizia libera.
2006. Si rincorrono notizie riguardo a grandi aziende che aderiscono al progetto Santa Giulia chiedendo nuovi spazi: SKY di Rupert Murdoch, che andrà ad occupare un complesso terziario di 85.000 metri quadri  nei pressi della stazione M3-FFSS di Rogoredo, al limite sud-occientale del P.I.I; il gruppo Rinascente, che firma un contratto preliminare d'affitto di un edificio di 6.400 metri quadri su progetto di Schaefer Hosoya (Zurigo); D&G firmano un contratto per due negozi sulla Luxury Square. All'apogeo della sua potenza immobilare, Risanamento è sponsor prncipale della 10° Biennale di Architettura.
2007.  L'ad di Risanamento, Luigi Zunino,  è interessato da una serie di eventi che ne mettono in risalto luci e ombre: prima candidato ed eletto alla Presidenza del Banco di Sicilia, poi dimissionario qualche mese dopo; poi, in dicembre, rinviato a giudizio per truffa nei confronti della Regione Piemonte.
2008.  La pubblicazione della situazione debitoria di Risanamento ne dà un quadro preoccupante, per circa due miliardi e mezzo di euro. La pressione degli istituti bancari creditori, parzialmente sgravata da un prestito-ponte da Intesa San Paolo, spinge Zunino a avviare una serie di vendite per risanare il debito. Fra le altre, fa notizia la messa in vendita delle aree Falck di Sesto San Giovanni, dove Risanamento ha presentato nel 2005 un P.I.I. steso da Renzo Piano. La divisione dello studio di Norman Foster che lavora sul progetto viene richiamata a Londra. In ottobre, il Comune rende noto di aver siglato l'Accordo per realizzare al Portello il Centro Congressi che precedentemente era stato immaginato a Santa Giulia. A dicembre, la pubblicazione del bilancio di Risanamento mette in luce un debito netto di 3 miliardi di Euro. I lavori in carico a Risanamento a Milano Santa Giulia si fermano, mentre proseguono a ritmo spedito quelli delle cooperative e delle imprese che stanno edificando nel comparto 3 “Rogoredo Residenze”. Tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, il “Consorzio delle Residenze del Parco Santa Giulia” consegna 1800 appartamenti, in un contesto dove mancano ancora la maggior parte delle urbanizzazioni primarie e secondarie.

2009. A gennaio il Comune si muove per assicurare la ripresa dei lavori nell'area Santa Giulia: l'Assessore all'Urbanistica, Carlo Masseroli, viene rassicurato che i lavori verranno ripresi e terminati nel corso dell'anno. A febbraio scoppia lo scandalo bonifiche in vari cantieri della Provincia Milanese, fra cui Santa Giulia e poi le aree del P.I.I. Calchi Taeggi.
In luglio la Procura di Milano avanza l'istanza di fallimento di Risanamento, mentre due mesi dopo le imprese lasciano i cantieri ancora aperti per l'insolvenza da parte di Risanamento cominciata a maggio. Un piano di salvataggio stilato dalle principali banche creditrici ne evita il fallimento.
2010. Le analisi sui terreni delle aree costruite di Milano Santa Giulia individuano una contaminazione da idrocarburi  - anche 10 volte superiori alla soglia - per la quale, su  ordinanza del Comune di Milano, si giunge a maggio al blocco totale di ogni attività edilizia nell'area slegaa dalle operazioni di bonifica. A luglio vengono messe sotto sequestro le aree ex Montedison.


Aree ex Montecity e Redaelli _ Milano Santa Giulia

Milano, Rogoredo

Risanamento, Santa Giulia, Sky Italia

Comune di Milano

Foster and Partners, Caputo Partnership, Raum, Planikon AG - Arch. Castore

P.I.I.

presentazione 25/06/2002
approvazione 16/03/2005
dati generali

962.064,00 m²


511.161,00 m²


614.900,00 m²


0,55 m²/m²

superfici per funzione

270.885,00 m²


157.516,00 m²


99.704,00 m²


13.665,00 m²



30.000,00 m²


3.804,00 m²


26.196,00 m²


314.015,00 m²


aree per spazi e servizi pubblici


511.161,00 m²

dotazioni pubbliche


333.187,00 m²


204.960,00 m²


92.727,00 m²


112.233,00 m²


55.201,00 m²


Struttura sanitaria 13.257 m²
Attrezzatura religiosa 3.958 m²
 

avanzamento lavori


20%


30%

fonti

Relazione P.I.I. Montecity Rogoredo

Bolocan Goldstein Matteo, Bonfantini Bertrando (a cura di), Milano incompiuta interpretazioni urbanistiche del mutamento, Franco Angeli, Milano 2007

Corriere della Sera

Wikipedia.org

 

 




14.12.2017