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Rapporto sull’Edilizia Scolastica
03/12/2019

Inadeguatezza strutturale, didattica e ambientale: sono questi i punti salienti emersi nell’anteprima del Rapporto sull’Edilizia Scolastica della Fondazione Agnelli (in uscita a gennaio 2020 a cura di Laterza) presentata mercoledì 27 novembre presso la Scuola E. Fermi di Torino, oggetto di una profonda riqualificazione frutto del concorso #concorrimiTorino fa Scuola’.

Partendo dai numeri del patrimonio immobiliare scolastico attuale, l’analisi ha contemplato 39mila edifici attivi (ca 150milioni di mq): in oltre 4.500 di questi sono stati rilevati fattori di insicurezza ambientale circostante, l’età media gli immobili è di 52 anni, con due su tre che risalgono a più di 40 anni fa (3,9% pre-1900, 3,6% tra il 1900 e il 1920, 7,8% tra il 1921 e il 1945, 13,9% tra il 1946 e il 1960, 31% tra il 1961 e il 1975, 39,8% dal 1976 in poi), gli spazi (lo spazio scolastico è considerato ormai ‘un terzo insegnante’) sono figli di una didattica tradizionale (trasmissiva) poco adatta alle opportunità e agli indirizzi dell’epoca digitale (dal 1958 al 1983, la grande stagione dell’edilizia scolastica ha visto la realizzazione di 800 nuovi edifici all’anno). Fragili e insicure, le scuole italiane sono state costruite senza attenzione ai criteri antisismici, e con materiali in via di deperimento.

Sicurezza ed efficienza
La fragilità degli edifici coinvolge ogni giorno della settimana 8 milioni di studenti, 1 milione di docenti e oltre 200mila addetti. Persone a cui va garantita la sicurezza.
Ma l’8% delle sedi scolastiche ha problemi strutturali (3.110 edifici presentano compromissione strutture portanti verticali, solai, coperture); il 25% ha barriere architettoniche; il 13% patisce inquinamento acustico, il 13% presenta elementi di pericolo perimetrali; il 21% problemi ambientali.
Anche dal punto di vista della sostenibilità e dell’efficienza energetica, il Rapporto rileva che una riqualificazione energetica degli edifici potrebbe abbatterne del 30% i consumi termici, del 50% quelli elettrici e del 20% quelli del consumo di acqua.

I recenti monitoraggi rilevano che i pannelli solari sono presenti nel 26% dei casi; che il 38% degli edifici è dotato di doppi vetri o doppi serramenti; che il 12% gode di isolamento delle pareti esterne; che il 22% ha isolamento delle coperture e che il 35% ha la zonizzazione dell’impianto termico.

Un piano Marshall per l’edilizia scolastica italiana
In una visione dello stato di fatto proiettata al 2030, gli edifici scolastici saranno ancora più datati, energivori e ammalorati, insicuri e didatticamente inadeguati. E saranno a servizio di oltre 1 milione di studenti in meno (oltre 43.000 classi in meno). In questa prospettiva, il Rapporto della Fondazione apre a nuove opportunità, proponendo una stagione di riqualificazione del costruito e non di nuove realizzazioni.
La stima dei costi di questo progetto è di ca 200 miliardi di Euro, una cifra enorme, pari all’11% del PIL italiano e a tre anni dell’attuale spesa complessiva per l’istruzione. Numeri importanti che, però, in una fase di stagnazione strutturale come quella odierna, indicano negli investimenti pubblici la strada maestra per far ripartire la crescita del Paese.

Lombardia
In Lombardia l’età media degli edifici scolastici è di 55 anni.
La previsione è che nell’as 2029-2030 ci saranno 5.000 classi in meno (tra infanzia, primaria, secondarie di I e II grado). Da qui l’urgenza di programmare un piano di intervento che si focalizzi sulla riqualificazione del costruito, non sulla realizzazione di nuove strutture.
Il Rapporto indica in ca 14.000 euro di spesa all’anno per il riscaldamento, l’illuminazione e l’utilizzo dell’acqua potabile di ogni edificio scolastico. Il solo intervento di efficientamento energetico di base permetterebbe un risparmio dei costi di gestione del 36% nei primi dieci anni (spese riscaldamento: da 8.500 a 6.000 euro; illuminazione: da 5.000 a 2.500 euro; acqua potabile: da 500 a 400 euro. Costi complessivi: da 14.000 a 8.900 euro).

Fra gli investimenti pubblici in infrastrutture – ha ricordato Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli – quelli sull’edilizia scolastica devono assumere un ruolo centrale. Sarà fondamentale programmare e agire su tre dimensioni: sicurezza, sostenibilità ed orientamento all’innovazione didattica. E attenzione, la terza dimensione è importante come le altre due. Sappiamo infatti che gli spazi dedicati all’istruzione, per come sono progettati e costruiti, rappresentano oggi un fattore chiave per l’apprendimento e il benessere di studenti e insegnanti”.

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