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Premio Neolaureati

Architettura: assegnato il Premio Neolaureati ed. 2019
03/12/2019

Nuovi spazi di relazione ad Ahmedabad, una proposta di riqualificazione di una scuola a Mori (TN), un progetto di rivitalizzazione del territorio del Mincio: questi i primi 3 classificati del Premio Neolaureati ed. 2019. Al vincitore, un premio in denaro e il volume Leonardo - Il codice sul volo. Più di ottanta le tesi selezionate, quattro le menzioni speciali.

Il Premio Neolaureati, istituito dall’Ordine, intende mettere in contatto gli autori delle più meritevoli tesi di laurea sostenute al Politecnico di Milano con la realtà culturale e professionale del design e dell’architettura, della pianificazione, del paesaggio e della conservazione. La partecipazione al Premio avviene su segnalazione da parte dei rappresentanti delegati dell’Ordine presso le Commissioni di Laurea del Politecnico.
Con questa iniziativa l'Ordine degli Architetti di Milano vuole affermare il compito estetico, scientifico e civile che la cultura del progetto e la qualità della architettura possono e devono svolgere nella nostra società e riconoscere i nuovi talenti che si affacciano al mondo della professione”, ha affermato l’arch. Paolo Mazzoleni, Presidente dell’Ordine.

Alla cerimonia del 5 dicembre 2019 è stato annunciato il vincitore del Premio, i secondi e terzi classificati e sono state proclamate le quattro menzioni speciali.

Ottantaquattro le tesi partecipanti, 144 gli allievi del Politecnico, per la giuria “alta la qualità delle idee sviluppate nelle diverse aree tematiche”. L’edizione 2019 è stata sostenuta dal Gruppo Editoriale DDW e si ringraziano, per i volumi in premio, Treccani - la cultura italiana e Leonardo 500.

tre premi sono stati assegnati ai migliori lavori mentre le 4 menzioni speciali agli autori di tesi meritevoli.

1° Premio: 1.000,00 € e il volume Leonardo - Il codice sul volo, edito dall’Istituto Treccani;
2° Premio: 500,00 € e il volume Leonardo - Disegni e Pitture, edito dall’Istituto Treccani;
3° Premio: cofanetto culturale Fondazione OAMi.
Agli autori delle tesi menzionate in premio una selezione dei libri editi da Fondazione OAMi.

PRIMO PREMIO
Giovanni Gualdrini, autore della tesi ‘Sewing Ahmedabad’s Wounds - Design experimentation in a context of cultural division’, è stato proclamato vincitore del Premio.

Nel dettaglio Sewing Ahmedabad’s Wounds è stato premiato - per l'efficacia con cui racconta la complessa realtà di Ahmedabad e per la coerenza con la scala e la struttura sociale dell’abitato storico in cui va ad inserirsi - ha spiegato la giuria composta da Alessandro Alì, architetto Ubistudio e professore al Politecnico di Milano, Cristina Alinovi, architetto e Responsabile settore Urbanistica e territorio, Centro Studi PIM, Walter Mariotti, Direttore editoriale di Domus, Stefano Poli, architetto e professore al Politecnico di Milano, Marialisa Santi, consigliere Ordine e Fondazione Ordine Architetti PPC Provincia Milano.

La tesi vincitrice affronta il tema della creazione di spazi di relazione all'interno di un contesto di forte segregazione culturale e religiosa come quello della città vecchia di Ahmedabad. Il progetto consiste nella realizzazione di spazi polifunzionali di incontro e condivisione (padiglioni) situati in punti strategici del quartiere Daryapur Road in cui convivono in maniera ravvicinata la comunità mussulmana e quella indù.
Realizzati utilizzando spazi già esistenti e strutture di dimensioni limitate, flessibili e rispettose del contesto, i padiglioni svolgono tre funzioni principali: di raccolta e filtrazione dell'acqua piovana a livello infrastrutturale; di supporto alle attività artigianali tipiche delle due comunità con spazi adibiti a laboratorio; di servizio al sistema comunitario con locali per lo street food sul fronte stradale. 
 

2° PREMIO
Rachele MagriniMarco Mantegazza, autori della tesi Lo spazio che educa - Progetto di riqualificazione della scuola secondaria di primo grado "B. Malfatti" a Mori.

Il commento della giuria: “Il progetto tocca un tema di grande attualità, quale la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico italiano, appoggiandosi a un bando di concorso effettivo. La proposta elaborata è originale, completa e ben descritta anche da un punto di vista tecnologico oltre a portare una riflessione sul modo di usare gli spazi nell’ottica di una didattica moderna. La tesi rappresenta nel suo insieme una risposta esauriente e professionale alla domanda del bando/argomento scelto rendendola meritevole del secondo premio”.
 

3° PREMIO
Nicolo' CroceMatteo da LiscaGiulia Crotti, autori della tesi Paesaggi lenti: il progetto come indagine per una nuova urbanità nei territori del Mincio.

Il commento della giuria: “La tesi propone una riflessione sulle aree che oggi non sono parte di processi di sviluppo significativi prendendo le mosse dalle linee di indirizzo tracciate da programmi governativi effettivamente varati. L’area prescelta è interessata dal progetto di una ciclovia di lunga percorrenza e si presta quindi a una riflessione sul modo in cui questa opportunità può essere sfruttata per innescare un processo di rigenerazione complessivo. La risposta elaborata è ben articolata e porta degli spunti originali di riflessione per un ambito su cui oggi sempre più si sente l’esigenza di riflettere”.
 

MENZIONI

A scattered courtyard: glimpsing at space, di Maria Giulia Atzeni
Il commento della giuria: “Il progetto prende le mosse da una riflessione sul tema delle grandi città, calato in questo caso nel contesto cinese, che devono trovare il modo di far convivere il tessuto storico con la nuova edificazione, centralità storiche e nuove aree di espansione. Attraverso un percorso di analisi della situazione attuale e del tessuto storico, la tesi arriva a proporre degli interventi progettuali che reinterpretano in modo contemporaneo tipologie edilizie esistenti proponendosi in questo modo di rivitalizzare il centro storico senza snaturarne la struttura”.

Il tempo non esiste. Teorie e congetture sulla quarta dimensione, di Viola Incerti
Il commento della giuria: “La tesi è un progetto di ‘allestimento diffuso’ che si propone di invitare a una riflessione sul tempo in un contesto urbano, dove questo elemento risulta sempre carente. Gli elementi dell’allestimento, ciascuno riferito a una diversa tipologia di tempo, si prestano a essere collocati in diversi punti della città, dove il tempo viene vissuto in modo differente, invitando a rompere il ritmo consueto. La tesi si pone in modo originale delle domande sulle modalità di fruizione della città e sulla possibilità di migliorarle introducendo degli elementi inaspettati che invitano alla riflessione”.

Aristeo. Un hub dei saperi per la riattivazione del centro antico di Oliena, di Martina ArditoBeniamino BrambillaJacopo Breda
Il commento della giuria: “La tesi è portatrice di una riflessione sulla rigenerazione urbana ma in questo caso nel contesto di un piccolo centro abitato della Sardegna. L’azione proposta si compone di due livelli. Un primo livello è costituito da un nuovo ‘centro per i saperi’, dove ci si propone di mescolare saperi tradizionali e saperi innovativi, una sorta di piazza coperta in cui generare conoscenza. Un secondo livello è costituito da molti piccoli centri di attivazione “i luoghi del fare” in cui mettere in pratica i saperi acquisiti. Il doppio livello di risposta che mette in connessione uno spazio di aggregazione in cui il sapere si genera e spazi diffusi in cui questo ha delle ricadute, rende il ragionamento espresso nella tesi di interesse più ampio rispetto al contesto per il quale è stato specificamente descritto”.

Atelier Creativo. Nuovi ambienti didattici per la scuola del XXI secolo, di Melania Vicentini
Il commento della giuria: “Il progetto di tesi partendo dalla riforma della Buona Scuola, propone la creazione di un Atelier creativo in cui gli studenti possano stimolare la fantasia, la creatività e la collaborazione. Per ottenere ciò vengono indicate tre caratteristiche necessarie dello spazio: flessibilità, personalizzazione e partecipazione. La proposta della tesi è innovativa e porta all’individuazione di un abaco di arredi versatili e facilmente assemblabili, che possano modificarsi velocemente in base al lavoro da svolgere e relazionarsi in ambienti già esistenti superandone i limiti strutturali”.

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