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I tirocini professionali: un primo bilancio
14/04/2021

Proprio un anno fa, il 15 aprile 2020, il Politecnico di Milano, la Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti P.P e C e gli Ordini territoriali della Provincia di Lodi e di Cremona sottoscrivevano la Convenzione quadro per dare inizio alle attività di tirocinio professionale sostitutive della prova pratica nell'Esame di Stato, relativamente alle professioni individuate nelle Sezioni A e B dell'Albo professionale, di cui al D.P.R. n.328/2001. Un risultato importante e un’opportunità concreta di avviamento alla pratica professionale per i giovani neolaureati, che potenzialmente possono svolgere la loro esperienza in uno dei 100 studi nell’area metropolitana milanese, nonché di 2 all’estero, che sono stati accreditati dall’Ordine di Milano come soggetti ospitanti in questi mesi. Novecento ore su un arco di tempo che va dai 6 ai 12 mesi, dove i giovani saranno sotto la responsabilità di un professionista già iscritto all’Albo, che garantirà la qualità e la correttezza del progetto di tirocinio svolto e preventivamente concordato. Nella convenzione è stato stipulato che i tirocinanti avranno diritto a ricevere un'indennità minima di almeno 500 euro.

«Il tirocinio professionale costituisce una nuova importate opportunità di consolidamento del rapporto tra l’Ordine e le realtà sul territorio, nonché di dialogo con i nostri iscritti, che recentemente ci ha portato ad accreditare il 100esimo soggetto ospitante» spiega Marcello Rossi, tesoriere e consigliere dell’Ordine degli Architetti P.P e C della Provincia di Milano, riguardo all’iniziativa lanciata dall’Ordine nel maggio 2020 con la pubblicazione della call per i Soggetti Ospitanti sulla piattaforma Teammiup.

«Al momento abbiamo attivato più di 50 tirocini nella Città Metropolitana di Milano e uno a Londra – continua Rossi –. È sicuramente un risultato quantitativo e qualitativo importante, che riguarda anche il rapporto dell’Ordine di Milano con gli studi professionali. Testimonia un’apertura e un dialogo della nostra istituzione con l’esterno, se pensiamo che di questi 100 studi, 90 sono nuovi per noi, ma è interessante anche se si pensa alle prospettive di lavoro dell’Ordine per la costruzione di una rete di soggetti ospitanti».

Ma come vengono scelti questi soggetti ospitanti? «Secondo il sistema di accreditamento, che è stato portato avanti da un gruppo di lavoro formato da diversi consiglieri ed ex consiglieri, è l’Ordine che va fisicamente in tutti gli studi professionali che aderiscono al progetto, ancora una volta consolidando il rapporto tra l’istituzione e le realtà territoriali». Un percorso che, attraverso la valutazione dei requisiti di ciascun richiedente da parte di un gruppo di tutor dell’Ordine, permette ai tirocinanti di portare a termine il loro periodo di formazione in modo proficuo e costruttivo; un trampolino di lancio per il mondo della professione.

Inoltre, questa esperienza è anche un’importante opportunità di trasferimento di competenze, come spiega ancora il consigliere. «In questo modo gli architetti condividono non solo il loro sapere, ma anche l’approccio professionale, la visione, la qualità, il valore sociale del mestiere. Un’attività che facciamo con i soggetti ospitanti è proprio quella di costruire un racconto con i tirocinanti».

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