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Milano che cambia

Pirelli Bicocca
23/06/2011

Pirelli-Bicocca si potrebbe definire la madre di tutte le trasformazioni  del territorio metropolitano milanese post-industriale, sia come estensione -oltre 600 mila mq di slp- che per le modalità di programmazione urbanistica approntate per l’occasione. Essa inaugura la fase epocale della rigenerazione urbana in seguito alle grandi dismissioni industriali: una consuetudine nell'urbanistica milanese che successivamente prenderà piede prima con i P.R.U. degli anni Novanta e poi con i grandi progetti dell'urbanistica contrattata degli anni Duemila.

La vicenda del progetto Bicocca è articolata e si dipana nel corso di 25 anni di storia.
Dall'83, quando Industrie Pirelli e l’Amministrazione Comunale stipulano un primo accordo di lottizzazione convenzionata, passando per il Concorso internazionale dell'85, vinto poi dallo studio Gregotti e la conseguente variante al PRG dell'88; il cambio di rotta rispetto al programmato polo tecnologico con l'ingresso dell'Università Statale del '93; e ancora il controverso accordo con il Teatro alla Scala per la realizzazione del teatro Arcimboldi che ne consentisse la ristrutturazione a partire dal '99; fino alla messa a punto dei servizi universitari a metà del 2000.
25 anni di costruzioni che lo studio Gregotti, fatta eccezione per il Deutsche Bank Headquarters di Gino Valle, ha seguito con costante determinazione, connotando l'utopia urbana moderna che ha perseguito con il proprio lavoro sin dagli anni '60.

E che ancora non trova conclusione dopo il concorso ad inviti del 2008 voluto dalla Pirelli RE, vinto dallo studio Pascolo, a seguito del quale l’iter progettuale non è mai ufficialmente iniziato. Anzi, l’area è stata ceduta dal gruppo nel 2010 senza che a ciò siano seguiti contatti con la nuova proprietà relativi ad un futuro sviluppo.
Nel mese di ottobre 2010 la società Pirelli, a seguito della volontà di tornare a focalizzarsi esclusivamente sulle attività industriali e nel settore pneumatici, scorpora Pirelli RE dal proprio gruppo, ed in conseguenza di questa scissione, la società viene ridenominata Prelios S.p.A..
Forse l'inizio di un nuovo corso per il completamento dell'area, attorno e grazie a cui altre vicende si sono nel frattempo affermate.


Francesco de Agostini e Carlo Venegoni

 

 

 

 

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