Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano

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PATRIZIA BONO

numero di matricola 11884
indirizzo Via San Paolo, 5 SOLARO 20020 (Milano)
email arch.p.bono@architettopatriziabono.it sito http://www.architettopatriziabono.it dati professionali >>

Progetto di Ampliamento Uffici e Servizi generali, Struttura RSA socio-sanitaria Centro Carlo Girola

Anno 2005/2009

Committente Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus

Tipologia prevalente Edifici ospedalieri

Team di progetto Capo Commessa, Progettista architettonico e Direzione lavori: Arch. Patrizia Bono. Computer Graphics e 3D Imaging: Elisabetta Bono e MariaGrazia Polli. Progetto Strutturale e Direzione CA: Studio Associato Ing. Fossati Ziraldo & Partners. Progetto e Direzione Impiantistica: Studio Ing. Lino Medves. Analisi Geognostiche: Studio Fusina SRL.

Luogo Milano

Descrizione

L’edificio realizzato nasce come ampliamento di una Residenza Sanitaria per Anziani, con la realizzazione di nuovi uffici e Servizi generali, in una zona di Milano periferica ma con importanti aree verdi. La nuova costruzione si confronta con una struttura preesistente, dalle caratteristiche tipologiche di estrema riconoscibilità: un complesso di cinque fabbricati con una struttura-tipo a sviluppo lineare. Obiettivo del nuovo Progetto è il dialogo continuo con l’identità di quel luogo sospeso, cadenzato dai lenti ritmi della costruzione, dallo scandire dei pilastri ripetuti e dalle finestre uguali e simmetriche. Filo conduttore di tutto il Progetto è stato il continuo richiamo a MONDRIAN, e alla pura geometria delle sue opere: nasce un filo conduttore silenzioso tra l’esistente e il Nuovo Ampliamento. Così nel Progetto sono state ripensate tutte le Forme, gli Spazi: gli stessi moduli geometrici , le linee pure verticali e orizzontali creano una equilibrata composizione geometrica, I ritmi ricordano i quadri di MONDRIAN. Il Progetto ha creato un nuovo equilibrio, con un corpo di fabbrica leggero, accostato all’esistente, che non interrompe ritmi e i silenzi di quel luogo sospeso. L’ampliamento riprende le dimensioni degli altri corpi di fabbrica e va a riempire un vuoto nella corte interna, andando a completare il cortile e mediando tra i corpi alti laterali e il lungo fabbricato principale ad un solo piano ( tipico di una vecchia concezione di struttura sanitaria). L’uso dei nuovi materiali ha evidenziato, facendolo proprio, quel lento ritmo della costruzione: - le vetrate trasparenti della parete continua, sul cortile, esprimono leggerezza e si aprono verso il “giardino segreto” (quasi a catturarlo) con una cuspide centrale dalle forme dissonanti; - nella facciata su strada, l’intelaiatura dei pilastri in acciaio e i setti murari ripetono i ritmi della costruzione esistente sottostante; - la copertura a piccole falde e la pensilina a sbalzo, danno una chiave di lettura del fabbricato, evidenziando la linearità del corpo di fabbrica esistente e anche del nuovo ampliamento. Tutto il progetto è giocato sul binomio Linea-Orizzontalità e Trasparenza, sull’orizzontalità della materia usata e l’immaterialità del vetro e delle luci iridescenti. Forme squadrate a spigoli vivi contrapposte alla morbidezza dei colori e materiali usati e all’irraggiamento indiretto e non visibile delle sorgenti luminose. L’orizzontalità dei tagli ripetuti, anche sui rivestimenti. I tagli come “soglia”, come limite tra la matericità vissuta delle forme e l’immaterialità della luce e del tempo, della luce morbida, naturale, non definita sugli oggetti. Da una parte le forme del nuovo progetto, taglienti, radenti, squadrate, contrapposte alle forme dell’esistente, di una tranquillità immateriale, di un silenzio assordante, sospeso, cadenzato dai lenti ritmi di quel luogo di altri tempi: l’immagine sospesa.

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(*) Elenco speciale dei docenti universitari a tempo pieno, previsto dalla Legge n. 382/1980 s.m.i.