Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano

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Tipologie interventi edilizi: Distanze

Quesito 103 (ottobre 2018)
Oggetto: Fascia di rispetto cimiteriale
Il fatto che un fabbricato sia posto in parte all’interno della fascia di 200 mt. di rispetto cimiteriale può costituire impedimento per il cambio di destinazione d’uso dell’edificio e per quanto concerne la possibilità di procedere ad una sopraelevazione?

Quesito 119 (luglio 2019)
Oggetto: Distanza minima dalle strade
Devo progettare l'ampliamento di un edificio che, su quel lato, prospetta su via pubblica e fronteggia una parete finestrata a distanza di 6 metri. Stando all'art. 879 del Codice Civile, alle costruzioni che si fanno in confine con le piazze e le vie pubbliche non si applicano le norme relative alle distanze, ma devono osservarsi le leggi e i regolamenti che le riguardano. Il PGT del Comune, all'art. che regolamenta la distanza minima dalle strade, prescrive la distanza di m. 5 dalla strada, maggiorata in proporzione della dimensione di questa, ma prevede che “ove, però, nell'ambito del medesimo isolato e sullo stesso lato della strada, sia desumibile un allineamento degli edifici esistenti lungo la strada ad una distanza uniforme e diversa dai m. 5, la nuova costruzione dovrà rispettare detto allineamento esistente" e non dunque i 10 m. dalla parete antistante finestrata. Si deve ritenere dunque derogata la distanza dei 10 m. tra pareti finestrate, in presenza di interposta via pubblica, dunque validi l'art. 879 del C.C. e la prescrizione dello strumento di pianificazione che fa prevalere l'allineamento, o la distanza è sempre inderogabile?

Quesito 120 (novembre 2019)
Oggetto: Deroghe alle distanze
L’articolo 873 del codice civile stabilisce che “Le costruzioni su fondi finitimi, se non sono unite o aderenti, devono essere tenute a distanza non minore di tre metri”, specificando poi che “Nei regolamenti locali può essere stabilita una distanza maggiore”. In merito la giurisprudenza ha affermato che, “In materia di distanze legali, le norme di cui all'art. 873 c.c., dettate a tutela di reciproci diritti soggettivi dei singoli, volte unicamente ad evitare la creazione di intercapedini antigieniche e pericolose, sono derogabili mediante convenzione tra privati; viceversa, le prescrizioni contenute nei piani regolatori e negli strumenti urbanistici locali non tollerano deroghe convenzionali, in quanto dettate a tutela dell'interesse generale ad un prefigurato modello urbanistico” (Corte di Cassazione, sez. II civile, 02 marzo 2018, n. 5016; tra le tante anche Corte di Cassazione, sez. II civile, 28 maggio 2019, n. 14519).

Quesito 14 (dicembre 2014)
Oggetto: Distanze tra pareti finestrate
Quesito in merito all'applicazione della distanza minime di 10 mt tra fronti finestrati nel caso di edifici prospicienti con facciate non parallele tra loro. Allego uno schema esplicativo per illustrare meglio i dubbi interpretativi nell'applicazione della norma. In particolare, quali porzioni di facciata sono interessati dall'applicazione della distanza minima di 10 mt, solamente quelle che "intersecano" la proiezione dei 10 metri o l'intera facciata? E se così fosse, su una facciata lunga 100 metri intersecata dalla proiezione della facciata prospiciente per solamente 1 metro, l'impossibilità di aprire finestre si estenderebbe all'intero fronte ?

Quesito 19 (dicembre 2014)
Oggetto: Parere su distanze tra costruzioni
In relazione alla distanza di 10 mt tra fronti di cui almeno 1 finestrato, vorrei sapere quando un manufatto assume il carattere di edificio con la conseguente prescrizione relativa alla distanza. Ad esempio, un manufatto tecnico, un locale rifiuti, un box con altezza all'estradosso della copertura inferiore a 250 cm impone la distanza di 10 mt dai fronti finestrati?

Quesito 48 (gennaio 2016)
Oggetto: Applicabilità delle norme sulle distanze tra fabbricati nei casi di recupero edilizio
Applicabilità delle norme sulle distanze tra fabbricati (d.m. 2 aprile 1968 n. 1444) nei casi di interventi edilizi di recupero ai fini abitativi dei volumi sottotetto esistenti ed interpretazione dell'art. 64, secondo comma, della legge regionale 11 marzo 2005 n. 12

Quesito 51
Oggetto: Intervento su esistente, calcolo distanze
Il quesito riguarda un intervento di sopralzo di un immobile residenziale, consistente nella demolizione della copertura a falde di un sottotetto abitabile esistente e realizzazione di una nuova copertura piana (l’estradosso della nuova copertura supera di cm 50 l’altezza al colmo - estradosso - della copertura a falde preesistente). Questo intervento è stato autorizzato dal Comune di Milano con PdC subordinato ad atto di convenzione planivolumetrica. L’intervento è stato richiesto in riferimento alla Legge 4/2012, come recupero del patrimonio edilizio esistente. L’immobile ricade secondo il vigente PGT in zona TUC - TRF - ADR ambiti urbani a cortina. L’immobile non risulta gravato da vincoli nè da piani attuativi. Il quesito riguarda la distanza da osservare quando si intenda effettuare il sopralzo di costruzioni esistenti edificate in cortina, nel caso in cui il condominio confinante presenti un fronte finestrato sul fianco dell’immobile, e tale fronte finestrato sia stato realizzato a distanza inferiore a 10 m rispetto alla parete del sottotetto esistente che si intende sopralzare. Si precisa che la costruzione del condominio confinante (quello con parete finestrata) è successiva alla costruzione dell’edificio di cui fa parte il sottotetto. Le deroghe previste dal vigente R.E. art. 86 Distanze e altezze (punto 4., con riferimento al sopralzo) e art. 87 in merito all’Edificazione sul confine (primo comma) sono applicabili in questo caso, ammettendo quindi il mantenimento della distanza preesistente, seppure inferiore a m 10?

Quesito 67 (febbraio 2017)
Oggetto: Semiretta di 60°
Il quesito riguarda la verifica grafica della semiretta di 60 gradi citata all'art. 86 comma 4 del vigente Regolamento Edilizio del Comune di Milano. In particolare viene chiesto: (i) Se la semiretta di verifica deve essere posizionata sulla mezzeria delle portefinestre/finestre o riguarda tutto il piano di calpestio dell'edificio prospiciente quello oggetto di intervento? (ii) cosa si intende con la dicitura “asse della veduta” indicata nella norma? la mezzeria della finestra o tutti i punti della finestra? (iii) che differenza c'è tra finestra, luce e veduta?

Quesito 68 (febbraio 2017)
Oggetto: Misura distanza da confine
La distanza dal confine al punto più prossimo dell'edificio in progetto va misurata tramite distanza radiale o perpendicolare?

Quesito 71 (aprile 2017)
Oggetto: Mantenimento distanze - ristrutturazione immobile con demolizione e ricostruzione
1) La regione Emilia Romagna non ha formalmente recepito le modifiche apportate nel 2014 all’articolo 22, comma 2 bis, del D.P.R. 380/2001 è comunque possibile presentare una scia in variante a fine lavori? Cosa si intende nella norma per: "varianti comunicate a fine lavori"? 2) In riferimento al controllo a campione su deposito sismico da parte del servizio geologico sismico (in questo caso svolto dalla regione Emilia Romagna): (i) il termine per l’inizio dei lavori viene sospeso fino all'esito positivo del controllo?

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