Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano

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Tipologie interventi edilizi: Cambio destinazione d'uso

Quesito 104 (ottobre 2018)
Oggetto: Demolizione e ricostruzione con medesima SLP
In caso di cambio di destinazione d'uso con opere contestuali (demolizione con ricostruzione della medesima SLP inferiore a 5.000 mq.), da funzioni commerciale e terziaria verso residenziale, il PGT di Milano prevede la corresponsione della monetizzazione di aree standard?

Quesito 39 (luglio 2015)
Oggetto: Cambi d'uso entro e oltre i 10 anni
Il Comune di Milano distingue tra cambi d'uso senza opere e con opere, e tra le fattispecie entro i 10 anni e oltre i 10 anni (riferendosi alla distinzione fatta dall'art. 52 della L.R. 12/2005). Ora, mentre questa distinzione dei "10 anni" mi è chiara per valutare la necessità o meno di integrare il "contributo di costruzione" (ex. comma 3, art. 52, LR 12/2005), non mi è chiaro il rapporto tra la soglia dei "10 anni" e le monetizzazioni (o reperimento aree a standard ovvero dotazione di servizi). Per quanto riguarda il "contributo di costruzione", ai sensi del comma 3, art. 52 L.R. 12/2005, mi risulta questa casistica (non basata sulla divisione "con/senza opere", ma basata sulla soglia dei 10 anni): a) se negli ultimi 10 anni non è stato rilasciato alcun titolo abilitativo (ovvero l'ultimo titolo abilitativo risale a più di 10 anni, sia esso relativo a Nuova Costruzione, Ristrutturazione, Manutenzione Straordinaria oppure Restauro e Risanamento Conservativo), non devo verificare/integrare il "contributo di costruzione"; b) se negli ultimi 10 anni è stato rilasciato un titolo abilitativo oneroso (oltre il Risanamento Conservativo, ovvero Nuova Costruzione oppure Ristrutturazione), sono tenuto a verificare/integrare il "contributo di costruzione" dato che l'intervento di cambio d'uso è riconducibile a quel titolo; c) se negli ultimi 10 anni è stato rilasciato un titolo abilitativo non oneroso (fino al Risanamento Conservativo, ovvero Manutenzione Straordinaria oppure Restauro e Risanamento Conservativo), non devo integrare il "contributo di costruzione", proprio perché, essendo l'intervento di cambio d'uso riconducibile a quel titolo e non essendo quel titolo oneroso, non avrebbe senso verificare/integrare alcunchè. Invece, non mi è chiara la casistica per la "monetizzazione". Posto che l'art. 52 della L.R. 12/2005 parla solo di adeguamento del "contributo di costruzione", e non di adeguamento della "dotazione di servizi", il Comune di Milano utilizza, se non ho male interpretato le informazioni sul sito ufficiale (v. questo link, alla sezione "Precisazioni in merito ai cambi di destinazione d'uso"), la soglia dei 10 anni anche per distinguere le monetizzazioni (non dovute, scrivono, se il cambio d'uso è senza opere e sono trascorsi "dieci anni o più dall’ultimazione dei lavori dell’ultimo titolo edilizio rilasciato (PdC) o presentato (DIA, SCIA, CIAL)"). Ma l'art. 9, comma 1, del Piano dei Servizi ("Dotazione dei servizi nel Tessuto Urbano Consolidato") non introduce alcuna soglia e richiede la monetizzazione solo in base al "tipo di cambio d'uso", non in base al "tipo di cambio d'uso + verifica dei 10 anni". Percui, ad esempio, se devo fare un cambio d'uso senza opere da produttivo (ad es. da un laboratorio artigiano già a norma per essere residenza) a residenziale, all'interno di immobile con s.l.p. inferiore a 5.000 mq, e se l'ultimo titolo abilitativo risale a più di 10 anni fa, mi trovo davanti a due casi opposti: - secondo le informazioni sul sito del Comune (v. link precedente), dato che il cambio d'uso è "senza opere" e sono trascorsi più i 10 anni dall'ultimo titolo edilizio, non sono tenuto a reperire dotazioni per i servizi (o a monetizzare); - seondo il Piano dei Servizi, dovrei sempre e comunque reperire le aree (art. 9, comma 1.a) o monetizzare (art. 9, comma 1.1.a). Quale delle due? Sto interpretando male la norma?

Quesito 47 (dicembre 2015)
Oggetto: Presentazione SCIA/CILA per uso diverso di un solo vano
Per un uso diverso di un solo vano o di una porzione accessoria dell’immobile, sono tenuto a presentare una SCIA/CILA con la sola indicazione del vano/porzione? Nel caso di un utilizzo diverso (rispetto alla destinazione dichiarata nell’ultimo atto edilizio) non permanente o discontinuo di un’unità immobiliare, qual è il parametro da considerare affinché sia necessario procedere con un cambio di destinazione d’uso effettivo?

Quesito 50
Oggetto: Titoli edilizi precedenti
Come richiamato dall'art. 30, comma 3, del R.E. e dall'art. 52, comma 3, della L.R. 12/2005, nel caso si modifichi la destinazione d'uso di un immobile è necessario verificare se esistono negli ultimi 10 anni dei titoli edilizi cui ricongiungere l'attuale cambio d'uso, ai fini della verifica dell'integrazione del contributo di costruzione o delle dotazioni di servizi (o monetizzazione). Poiché il R.E. parla di "un titolo edilizio precedente" e la L.R. parla di anni successivi "all'ultimazione dei lavori" senza specificare se dell'ultimo titolo o di altri titoli, la domanda è: ai fini della verifica del ricongiungimento del cambio d'uso (con o senza opere) ad un titolo precedente, devo verificare solo l'ultimo titolo esistente sull'immobile o, se esistono, tutti i titoli esistenti negli ultimi 10 anni? Ovvero, se esiste un titolo oneroso negli ultimi 10 anni ma non è l'ultimo titolo, sono tenuto a ricongiugermi anche a quello? Se si, da quale lettura congiunta di norme si desume?

Quesito 62 (gennaio 2017)
Oggetto: Realizzazione uffici in immobile destinato a deposito/produttivo
In un immobile destinato a deposito/produttivo vi è necessità di realizzare degli uffici annessi all'attività. Il tecnico comunale (non è il comune di Milano) sostiene che si debba pagare la differenza dell'importo degli oneri tra produttivo e terziario.

Quesito 72 (luglio 2017)
Oggetto: Requisiti da ottenere nella destinazione finale cosi come richiesti dal R.E. (Parte Quarta, Titolo IV) o da norme regionali (DGR 2456) o nazionali
L'argomento riguarda i cambi di destinazioni d'uso ed i requisiti da ottenere nella destinazione finale (acustici, isolamento, di ambiente e di eco-sostenibilità), cosi come richiesti dal R.E. (Parte Quarta, Titolo IV) o da norme regionali (DGR 2456) o nazionali. Si chiede se l'obbligo dell'adeguamento ai requisiti per la destinazione finale dipenda dal cambio di destinazione d'uso in sé (cioè se è il solo fatto di modificare l'uso che obbliga il titolare ad adeguarsi a tutti i requisiti - acustici, termici, ambientali, etc.) oppure se la necessità di adeguamento derivi prevalentemente dalla qualifica dell'intervento (e dall'entità delle componenti interessate), che nei casi di "ristrutturazione" (o di ampi interventi sull'involucro) obbliga il titolare ad adeguarsi sostanzialmente integralmente, mentre nei casi di "manutenzione straordinaria" lo obbliga ad adeguarsi solo limitatamente alle componenti oggetto di intervento.

Quesito 77 (ottobre 2017)
Oggetto: Tempistiche di silenzio assenso per pratiche di cambio destinazione d'uso
Con la presente richiedo se esiste un riferimento normativo che definisca le tempistiche di silenzio assenso per le pratiche di cambio di destinazione d’uso. Ho richiesto tale informazione all’amministrazione comunale, che mi ha dato verbalmente risposta di 60 gg, senza però darmi riferimento normativo

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