Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Milano

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Premio Neolaureati

Architettura: assegnato il Premio Neolaureati ed. 2020
11/12/2020

La riconversione dell' Ex Cinema Alpi a Milano in un Club contemporaneo, la reinterpretazione in chiave sonora della cultura popolare, il progetto urbano per l'area di Crescenzago a Milano: questi i primi 3 classificati del Premio Neolaureati ed. 2020, proclamati il 17 dicembre 2020.

Il Premio Neolaureati, istituito dall’Ordine, intende mettere in contatto gli autori delle più meritevoli tesi di laurea sostenute al Politecnico di Milano con la realtà culturale e professionale del design e dell’architettura, della pianificazione, del paesaggio e della conservazione. La partecipazione al Premio avviene su segnalazione da parte dei rappresentanti delegati dell’Ordine presso le Commissioni di Laurea del Politecnico.

Giovedì 17 dicembre 2020, alle ore 18, sono stati annunciati i vincitori del Premio Neolaureati, le tesi partecipanti all'edizione 2020 sono state 74, 126 gli allievi del Politecnico di Milano. L’edizione 2020 è stata sostenuta dall'Associazione Culturale Giappone ADF-Aoyama Design Forum.

La giuria 2020 era composta da:
Antonella Boisi, giornalista, Mondadori
Alberto Bortolotti, consigliere Ordine Architetti Milano
Francesca Frassoldati, docente al Politecnico di Torino
Davide Frattini Frilli, architetto e designer
Yukio Ishiyama, presidente di Garde Italia

I Premi 
L'edizione 2020 ha assegnato tre premi ai migliori lavori e cinque menzioni speciali.
1° Premio: 1.000,00 € + 4 libri selezionati da Fondazione OAMI
2° Premio: 500,00 € + 3 libri selezionati da Fondazione OAMI
3° Premio: 250,00 € + 2 libri selezionati da Fondazione OAMI

Menzioni speciali: gli autori delle tesi menzionate riceveranno in regalo una selezione dei libri editi da Fondazione OAMI.


I VINCITORI

1° Premio
Marco Rizzo, autore della tesi “Simbiosi architettonica/necessità monumentale: Superclub+. Storia e interpretazione del Club contemporaneo attraverso l'ibridazione funzionale: Retrofitting del/' Ex Cinema Alpi a Milano" è stato proclamato vincitore del Premio.

La tesi di Marco Rizzo è stato premiata, secondo le motivazione della giuria, "per la complessità del progetto e la capacità di sintesi tra rapporto con l'esistente e integrazione di nuove funzioni" .

Dall'abstract della tesi: "La tesi esplora parallelamente l'evoluzione di un di-chiarato contesto storico, sociale e architettonico legato al mondo del Club e del Clubbing, convergen-do in un'ipotesi progettuale concreta con uno specifi-co progetto di retrofitting architettonico. Il tema del Club è stato recentemente oggetto di crescente atten-zione di critici, sociologi e architetti, testimonianza nu-merose mostre e pubblicazioni, dalla Biennale di Ve-nezia 2014 al Vitra Museum di Basilea nel 2018, defi-nendo il Club come barometro della società contem-poranea. La risposta architettonica discendente meta-bolizza e considera il background delle informazioni raccolte nella fase di ricerca, e si sviluppa quindi tra-sversalmente tra i temi compositivi tangenti al riuso ar-chitettonico e l'ibrido funzionale, per mezzo di una strategia architettonica di simbiosi parassitaria. I club e i locali notturni, oggi decimati in numero per cause che vanno dai mutamenti tecnologici a quelli sociali ed economici, hanno tradizionalmente ricoperto un ruolo marginale da parte della critica, come luoghi popolati da giovani e denigrati dai media."
 

2° Premio
Filippo Muzzi, autore della tesi “Transonora. Transizioni sonore della tradizione".

Il commento della giuria: “per la capacità di parlare a tutta la città, riuscendo a ripensare la tramissione della cultura nella società contemporanea. Questa tesi riesce ad attraversare mondi diversi di coniugare le diverse scale del progetto".

Dall'abstract della tesi: "La cultura alla quale apparteniamo definisce la nostra identità. Ma la cultura non è un qualcosa di statico e assoluto, quanto invece un processo continuo di ridefinizione, trasformazione e arricchimento, che nasce proprio dall’incontro e dal dialogo con l’altro. La nostra identità andrebbe quindi vista più come una pluridentità: tutti noi siamo, secondo il poeta Mohammed Bennis, delle voci polifoniche e non degli echi unidirezionali, o, come sostiene l’antropologo Marco Aime, dei portatori di mazzi di identità. [...] Questa tesi si pone così l’obiettivo di mostrare e adottare i meccanismi di reinterpretazione con- temporanea della cultura popolare, per dare nuova linfa e nuove forme alle espressioni sonore della tradizione. Il progetto parte dalla considerazione dell’esponibilità della cultura popolare: essa, estremamente legata alla vita, non può essere semplicemente esposta, pena l’ingessatura delle sue espressioni culturali, che non nascono per essere posizionate su un piedistallo, ma per essere vissute dalla gente del popolo nella loro quotidianità."

3° Premio
Davide Brugnoni, Dario Cassani, Alessandro Dorlini, autori della tesi “Circolarità, flessibilità e riqualificazione - Silo, un progetto multiscalare di architettura residenziale nell’area di interscambio metropolitano di Crescenzago".

Il commento della giuria: “per l'abilità progettuale alle diverse scale del progetto".

Dall'abstract della tesi: "Il volto di Milano si delinea sempre più come quello di una capitale del futuro: globalizzata, interconnessa, plurietnica e in grado di tracciare la strada da seguire per il resto del paese. Il concorso internazionale di architettura Multi Comfort Student House Contest, indetto annualmente da Saint-Gobain, concentra nel 2019 la sua attenzione su una di quelle aree periferiche familiari alle capitali europee, un’area di interscambio situata a Crescenzago: uno spazio impersonale e degradato, ma pieno di valore e potenziale. [...] Silo, il nome del progetto, si ripromette di fornire una soluzione concreta e dinamica per fronteggiare le istanze future, nel farlo si attesta come elemento di stoccaggio del proprio valore incorporato, sia in termini di materia sia in termini economici, in linea con il pensiero dell’economia circolare. [...] Gli elementi sui quale verte la trattazione teorica sono 3: circolarità, flessibilità e riqualificazione: partendo dalla loro analisi e dallo studio del loro significato nell’operatività contemporanea si è proceduto nel rintracciare dei requisiti concreti di progetto da tradurre in un manifesto della progettazione 2020 da applicare in maniera diretta all’interno della proposta, assumendosi così il ruolo di progetto pilota."

 

MENZIONI SPECIALI

1) “A night terminal: a window to the universe” di Muge Yuruten - MENZIONE per la capacità evocativa e la poetica della rappresentazione

2) "Next stadium. Sports and architectural paradigm between utopia and reality” di Matteo Gawlak e Riccardo Gialloreto - MENZIONE per l’audacia e il coraggio nel rapportarsi a un contesto unico, per la rappresentazione

3) “Sense of home. Da campi a città, da shelter a Home” di Chiara Catani - MENZIONE per la capacità di lettura e interpretazione del contesto di progetto

4) “Paraíso cerrado. Museo diffuso della letteratura a Granada" di Pedro Escoriza Torralbo - MENZIONE per la rappresentazione e il confronto tra le diverse dimensioni del progetto 


5) “M. A. T. C. H. Music. ArT. Culture. Heritage. Sistema di Architetture Minime ad uso collettivo per la città di New York" di Erika Anelli e Linda Guariento - MENZIONE per la messa a punto di un sistema progettuale declinabile in diverse situazioni 

 

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